Interni

Quella surreale marcia fuori tempo

Dopo la marcia su Roma, ecco cent'anni dopo la surreale la marcia su Firenze.

Quella surreale  marcia fuori tempo

Dopo la marcia su Roma, ecco cent'anni dopo la surreale la marcia su Firenze. Aveva ragione il vecchio Marx, Carlo non Groucho: «La Storia si manifesta una prima volta in tragedia e una seconda volta in farsa». Ieri hanno marciato sul capoluogo toscano i soliti noti: Landini, l'Anpi e compagnia cantante. Gente che ancora non ha digerito che Giorgia Meloni si sia legittimamente insediata a Palazzo Chigi senza sfigurare affatto. Come hanno riconosciuto Letta e Bonaccini, per questo lapidati dai sanculotti delle zone a traffico limitato delle grandi città. Né poteva mancare noblesse oblige la partecipazione straordinaria di Conte, un estremista per prudenza, e della Schlein. I promessi sposi. I Renzo e Lucia dei giorni nostri. Ma, come nelle comiche finali, presto potrebbero prendersi a torte in faccia per via della «roba»: i voti degli elettori.

Che ci sono venuti a fare? Ma è chiaro: per sfogare in corteo la loro rabbia. Novelli Don Chisciotte, hanno voluto ancora una volta combattere fuori tempo massimo contro i mulini a vento di un fascismo immaginario. Roba da matti. Hanno voluto esprimere la loro solidarietà alla preside Savino, sulla cui famosa lettera il ministro Valditara si è permesso di esprimere perplessità non sulle sue opinioni ma sui suoi errori. Perché Gramsci non è morto in carcere. Come ha scritto spensieratamente la preside, abilitata pare all'insegnamento di storia e filosofia. No, Gramsci era da un pezzo in libertà condizionata. Perché la ricostruzione della nascita, e della rinascita, del fascismo da parte della preside è stata ad usum delphini. Perché la sua condanna delle frontiere è assurda. Difatti, oltre a delimitare un territorio, racchiudono un'identità nazionale. Siamo entrati in Europa in quanto italiani. E ne siamo orgogliosi.

Elly ha esordito dicendo che farà vedere i sorci verdi a Giorgia. Sai che paura, ha lasciato intendere la presidente del Consiglio. Lei si aspetta dal Pd un'opposizione durissima. Fuori e dentro il Parlamento. Ma l'opposizione va saputa fare. E la fresca numero uno del Pd ha cominciato con il piede sbagliato. Una manifestazione riesce non per il numero dei partecipanti, un'infinitesima parte della popolazione. Ma se squaderna una buona causa davanti al tribunale dell'opinione pubblica. E invece anche qui a Firenze ieri si è manifestato non «per» ma «contro». Il colmo della mistificazione è poi osannare a parole la Costituzione, quella che Benigni e i suoi cari definiscono la più bella del mondo, e nei fatti proteggere gli studenti che se la mettono sotto i piedi quando pretendono di vietare la libera manifestazione di pensiero come all'università di Roma, a Firenze, a Bologna e altrove a chi non la pensa come loro.

Si può ingannare una persona per tutta la vita, tutti per una volta, ma non si possono ingannare tutti per sempre. Parola di Abramo Lincoln. Ma lo sanno i manifestanti fiorentini di ieri? Lo sanno i promessi sposi?

Commenti