Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è atterrato ieri sera a Washington, dove stamani parteciperà alla prima riunione ministeriale sui minerali critici promossa dall'Amministrazione Trump. Nella sede del dipartimento di Stato, alla presenza del vicepresidente JD Vance e del segretario di Stato Marco Rubio, si riuniscono i rappresentanti di una cinquantina di Paesi coinvolti dall'iniziativa americana che punta a contrastare il predominio cinese in questo campo, cruciale per l'industria manifatturiera moderna, dagli smartphone alle auto, ai jet da combattimento. "Rafforzare le catene di approvvigionamento dei minerali critici con i nostri partner internazionali è vitale per la sicurezza economica e nazionale dell'America, per la leadership tecnologica e per un futuro energetico resiliente", ha sottolineato il dipartimento di Stato, annunciando lo "storico" appuntamento.
A livello Ue, hanno aderito, tra gli altri, oltre all'Italia, Francia, Germania, Belgio, Svezia, Olanda, Polonia e Finlandia. A livello extra Ue, tra gli altri, Australia, Regno Unito e Ucraina e diversi alleati asiatici, come Corea del Sud e Giappone e l'India. Invitati al tavolo anche diversi Paesi dell'America Latina - come Messico e Argentina - e una serie di nazioni africane: sono attesi a Washington rappresentanti di Kenya, Guinea e Repubblica Democratica del Congo. Tajani, ha anticipato la Farnesina, interverrà nella prima sessione e prenderà parte ai lavori per rappresentare la posizione dell'Italia che, come seconda manifattura d'Europa e quarto esportatore mondiale, "da tempo sostiene la necessità di rafforzare la sicurezza e l'affidabilità delle catene del valore". In questo senso, Tajani si presenta a Washington alla luce dell'invio alla Commissione europea, insieme alla Germania, di un documento di indirizzo politico in tema di materie prime critiche, "per rilanciare l'impegno europeo nel settore, con l'obiettivo di mitigare le dipendenze strategiche e costruire catene di approvvigionamento sicure per le imprese europee". L'iniziativa fa seguito agli impegni assunti da Tajani insieme al collega Wadephul in occasione del vertice italo-tedesco del 23 gennaio. Il documento sottolinea l'opportunità di una stretta collaborazione dell'Ue con gli Stati Uniti e altri partner, dai Paesi del G7, all'Africa, all'Indo-Pacifico all'America Latina e invita a "investire nello sviluppo delle capacità, nello stoccaggio e nell'aumento del riciclo e nell'innovazione tecnologica".
In vista dell'appuntamento di oggi, Washington ha annunciato lunedì il lancio del "Project Vault", una riserva strategica di terre rare e minerali critici da 12 miliardi di dollari, per contrastare la capacità cinese di utilizzare il proprio dominio su questi metalli come leva nei negoziati commerciali.
Il progetto verrà finanziato senza pesare sui contribuenti americani: un prestito di 10 miliardi di dollari dalla Us Export-Import Bank e da quasi 1,67 miliardi di dollari di capitale privato. I minerali conservati nella riserva contribuirebbero a proteggere i produttori di automobili, elettronica e altri beni da eventuali interruzioni della catena di approvvigionamento.