Il terno al lotto di Mr. Salis, dalle violenze del mondo anarchico al prestigioso ufficio nel Parlamento Europeo. Per Ivan Bonnin, l'assistente pregiudicato di Ilaria Salis che come vi ha rivelato Il Giornale ha convissuto nella stessa casa milanese con l'eurodeputata di Avs per oltre un anno finché la stessa non ha spostato la residenza all'indomani del controllo di polizia nella stanza dell'hotel a Roma, quella posizione rivestita a Strasburgo sarebbe specchiata, nonostante il regolamento sugli assistenti Apa vieti di assumere partner in quel ruolo e le regole impongano al collaboratore la residenza nel territorio belga. "Ho mantenuto la residenza anagrafica a Milano anche perché il mio è un contratto part time, ma sono regolarmente registrato in Belgio. C'è una sorta di status particolare riconosciuto per prassi. Al Parlamento Ue ho consegnato il casellario giudiziario: è risultato corrispondente agli standard", ha garantito Bonnin in un'intervista a Repubblica.
Insomma, caso chiuso: l'assistente di Ilaria ha consegnato tutto agli uffici dell'Eurocamera e gli è stato riconosciuto uno "status particolare" sulla residenza mancante, nonché lo standard del casellario giudiziario. Sul quale, però, è riportata quella condanna a sei mesi di reclusione, poi commutata in una multa da 15mila euro, inflitta nel 2015 dal Tribunale di Bologna per interruzione aggravata di pubblico servizio e violenza privata durante un picchetto organizzato dal famigerato collettivo antagonista bolognese Hobo (nella foto un loro corteo).
Insieme a Bonnin erano stati condannati altri cinque anarchici, tra cui il portavoce del collettivo, Loris Narda, già "cacciato" da Bologna con un divieto di dimora e capo del "commando" che nel 2014 mise a segno l'assalto contro l'auto in cui viaggiava Matteo Salvini, in visita al campo rom di via Erbosa.
Nel decreto della condanna inflitta a Bonnin e Narda, il gip scrive che i facinorosi "attaccando, nella parte centrale dei portoni di accesso manifesti e striscioni, così da impedirne l'apertura nonché apponendo innanzi ai predetti portoni del nastro di colore rosso e bianco, e presidiando tutti gli ingressi, stazionandovi dinnanzi, impedivano l'accesso alle strutture universitarie al personale amministrativo, ai docenti e agli studenti, in tal modo cagionavano l'interruzione del regolare svolgimento dell'esercizio di un pubblico ufficio e in particolare la regolare tenuta delle lezioni e degli esami già fissati per le date del 15 e 16 aprile" del 2014. Per il giudice, con il loro comportamento "usavano violenza nei confronti del personale amministrativo, dei docenti e degli studenti costringendoli, contro la loro volontà, ad omettere l'esercizio del diritto di libero accesso alle strutture universitarie site ai civici 25, 32, 34, 36 e 38 di via Zamboni".
L'unica condanna di Bonnin, questa, su una lunga serie di proteste di piazza, a seguito delle quali erano fioccate le denunce. Mr.
Salis era già finito nei guai per l'irruzione nel Rettorato del marzo 2013. E ancora per i tafferugli alla festa dell'Unità durante la visita dell'allora premier Matteo Renzi al parco della Montagnola, il 3 maggio 2015. Ecco, il curriculum giusto per lavorare al Parlamento europeo.