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Un'opposizione da talk show. Quei deliri populisti sul viaggio di Meloni

Schlein e Bonelli riducono la missione dell'energia a "disperazione politica"

Un'opposizione da talk show. Quei deliri populisti sul viaggio di Meloni
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Non è chiaro quando tutto sia cominciato (di preciso) ma le sortite di Bonelli (nella foto sopra) e Schlein (nella foto sotto), dopo il viaggio arabo di Meloni dimostrano la tribalizzazione del discorso pubblico, un limite che è stato superato non sappiamo bene quando; sarà la pausa pasquale che ha fatto riflettere (già "riflettere" suona strano) ma la sintesi è questa: la politica parla come un talk show che parla come i social che parlano come ultras, e non c'è più distinzione tra propaganda, invettiva, campagna elettorale permanente e comicità da Zelig usata per informarsi. I talkshow, in particolare, stanno tribalizzando/targettizzando il pubblico: abbiamo questo, di pubblico dicono e tanto vale compiacerlo, dargli ciò vuole, invitare solo "avversari" macchiettizzabili con la faziosità ridotta a prodotto come un altro.

Finito il pistolotto, entriamo nel merito. Un capo di governo va in Medioriente per ovvi motivi di interesse nazionale (legati all'approvvigionamento di risorse) e, pur di dire qualcosa, Bonelli riduce tutto a "viaggio della disperazione politica" e aggiunge che il governo avrebbe "sbagliato totalmente la politica energetica", mentre Schlein chiede per quale ragione Giorgia Meloni non riesca a dire a Trump e Netanyahu di fermarsi, come se le guerre si arrestassero per ingiunzione verbale. Insomma, è cambiato il concetto di opposizione: in mancanza di proposte alternative, un tempo, c'era un senso del limite, una distinzione tra polemicuccia e crisi internazionale; oggi invece bisogna dire qualcosa comunque, subito, anche delle falsità conclamate (record durante la campagna referendaria) e più l'uscita è scema e più si crede che funzioni.

Non esiste più "argomentare". Nel vecchio mondo, a un Bonelli, avresti potuto ricordare che Meloni governa da 3 anni e non da 50, ricordare quanto è costato al Paese il verdissimo referendum sul nucleare, l'ostilità ai rigassificatori, alle trivellazioni, ai termovalorizzatori, il favore teorico alle rinnovabili con tuttavia una resistenza pratica agli impianti, tipo pale no, fotovoltaico a terra no, elettrodotti no, accumuli no; ergo, transizione invocata e poi sabotata localmente, richiesta di uscire dal carbone e dal fossile senza alternative mature già pronte, senza cioè aver prima costruito abbastanza nucleare, gas nazionale, rigassificazione, accumuli o rinnovabili "autorizzate". Insomma: potevi, addirittura, cercare di "argomentare", pur restando di parte.

Ma oggi, anche a Elly Schlein, che cosa puoi dire? Parla come un'Alexa che ha preso il Pervitin, a livello internazionale non sanno chi sia, sostiene pubblicamente che basti dire "no" alla guerra "con chiarezza" perché è evidente a tutti che Trump e Netanyahu bombardano perché nessuno gli ha detto di fermarsi, ed è pure evidente che non lo pensa nemmeno lei: però, ecco, ritiene che serva averlo detto, anche se noi vecchi ci chiediamo: ma per chi, "serve"? Per quale genere di elettore "serve" questa roba?

Risposta: boh, la differenza di un decimale nei sondaggi autorizza bombardamenti di parole nette, totali, definitive, tutto è disastro, vergogna, subalternità, complicità, fallimento assoluto, Apocalipse now: come se i lemuri tribali volessero solo conferme (qui e ora) mentre il sistema mediatico monetizza sulla brevissima distanza, e tutto si abbassa perché si pensa che alzarlo sia inutile. Non è più un eccesso di passione politica, è la sua degradazione commerciale. Opinione: ma, con questa roba, le elezioni si perdono lo stesso.

Giorgia Meloni non dice "guerra brutto" o "Trump brutto", evita possibili ritorsioni economiche (dazi e dintorni) e intanto nega l'uso della base di Sigonella, sceglie di non ritirare il contingente italiano da Unifil nel Sud del Libano, anzi ne difende il ruolo, in sostanza tutela la nostra presenza nell'area e con essa la fregata Martinengo come presidio nazionale, non come adesione automatica alla linea Usa-Israele. E si può essere in disaccordo: persino a destra. Ma il punto è che il governo ha scommesso su chi sappia almeno leggere e scrivere, rassegniamoci.

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