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Venezia pro Pal, Albanese ospite d'onore

La relatrice Onu alla conferenza sulla Palestina. Nell'ateneo era stato contestato Fiano

Venezia pro Pal, Albanese ospite d'onore
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Venezia è diventata una città ostaggio dei Pro Pal. Ieri Francesca Albanese, la relatrice Onu per la Palestina, è stata accolta con tutti gli onori all'Università Ca' Foscari per una conferenza intitolata "Una Nakba senza fine. Economia e diritti violati in Palestina" con la partecipazione di Anna Comacchio, direttrice della Venice School of Management. L'evento è stato l'occasione per presentare gli ultimi due rapporti pubblicati dall'Albanese Dall'economia dell'occupazione all'economia del genocidio e Tortura e genocidio. È importante sottolineare che la relatrice Onu è intervenuta in un'iniziativa con il logo ufficiale dell'ateneo e con i vertici della Ca' Foscari a testimonianza del carattere ufficiale della conferenza.

L'Albanese ha parlato delle polemiche sulla possibile esclusione dell'opera dell'artista israeliano Belu-Simion Fainaru dai premi della Biennale. A suo giudizio non sarebbe stato "antisemitismo" poiché "una persona per ragioni religiose è al di sopra di qualsiasi critica? Che sia cristiano, che sia musulmano, che sia buddista... Allora un leader buddista può commettere crimini e non si può dire niente perché si è anti-buddisti? Io non sono per l'esclusione delle persone, però la rappresentanza dello Stato è una cosa diversa. Ho anche conosciuto degli artisti israeliani che non volevano essere nel padiglione israeliano e hanno esposto fuori".

L'Albanese ha poi sfoderato la specialità della casa: il vittimismo. "A me fanno paura le persone che si piegano per timore di conseguenze. Io sono la prova vivente che si può resistere alla pressione" per poi aggiungere "Io ho un problema con le istituzioni in questo Paese che confondono le due cose, che confondono la critica dello Stato di Israele con l'antisemitismo. Facendo così mettono in pericolo tutte e tutti gli ebrei in Italia e altrove".

Eppure la scorsa settimana un migliaio di pro Pal hanno cercato di sfondare il cordone della polizia alla Biennale per raggiungere il padiglione di Israele di cui avevano chiesto il boicottaggio mentre una ventina di padiglioni nazionali sono rimasti chiusi in segno di protesta per la partecipazione di Israele tra cui Austria, Belgio, Cipro, Egitto, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Svizzera, Turchia.

Inoltre, nello stesso ateneo in cui è stato steso un tappeto rosso alla relatrice Onu nota per le sue posizioni radicali, il 27 ottobre dello scorso anno all'ex parlamentare del Pd Emanuele Fiano è stato impedito di svolgere una conferenza sul tema delle prospettive di pace in Medio Oriente. Mentre era in corso l'evento un gruppo di attivisti pro Pal (tra cui collettivi come Sumud e Fronte della Gioventù Comunista) è entrato nell'aula con striscioni scandendo lo slogan "Fuori i sionisti dall'università" rendendo impossibile continuare lo svolgimento della conferenza. Fiano ha poi paragonato l'episodio a quanto avvenuto a suo padre Nedo che nel 1938 fu espulso da scuola per le leggi razziali.

Sempre il collettivo Sumud a marzo ha interrotto un evento con Carlo Calenda alla Ca' Foscari arrivando a mimare il gesto della P38. D'altro canto, già nel settembre 2025, il Senato Accademico della Ca' Foscari ha approvato una mozione di condanna di Israele avviando il boicottaggio di accordi con Israele e con le istituzioni israeliane.

Intanto ieri il consiglio comunale di Reggio Emilia ha respinto la

mozione presentata da Fratelli d'Italia che chiedeva di revocare il conferimento del Primo Tricolore a Francesca Albanese avvenuto lo scorso settembre, segno che a sinistra c'è ancora chi la difende ergendola a paladina.

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