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La voce dei lettori: "Nelle vostre pagine rivive Montanelli"

Il confronto con il direttore Cerno sull'attualità. "Non vi siete omologati"

La voce dei lettori: "Nelle vostre pagine rivive Montanelli"
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L'atmosfera è quella di un incontro tra vecchi amici, c'è la sensazione di appartenere a una comunità che, giorno dopo giorno, si ritrova tra le pagine del Giornale e che qui, tra i colli Euganei, dà concretezza al rito quotidiano della lettura. È la quindicesima festa dei lettori, tra chi lo legge fin dal primo numero perché fervente ammiratore di Indro Montanelli e chi, per anagrafica o lento innamoramento, lo acquista da meno tempo ma con lo stesso identico entusiasmo. Nelle parole dei lettori che abbiamo ascoltato in questi giorni, con i quali abbiamo scambiato idee e suggerimenti, emerge il ritratto di un'Italia che ha ancora voglia di discutere, di approfondire e, soprattutto, di libertà, parola che orgogliosamente viene ancora, e oggi più che mai, associata a il Giornale: "Non avete tradito il patto con i lettori". Sono fedeli a quell'esperimento corsaro voluto da Indro Montanelli contro il pensiero unico e ancora oggi cercano quelle vergature: al mattino si trovano nella hall a leggere l'edizione del giorno, tra un commento alla politica estera, uno alla magistratura e al referendum di prossima chiamata. "Sa, all'inizio non era così facile comprare il Giornale, non lo vendevano tutte le edicole ma solo alcune", ci racconta un'elegante signora, lettrice della prima ora, ricordando quando acquistarlo era una vera e propria dichiarazione di indipendenza intellettuale ma anche di appartenenza alla parte di Paese che non voleva omologarsi.

"Il grande merito di Indro Montanelli, che io oggi riconosco anche a Vittorio Feltri", ci dice il signor Diego, "è quello di spiegare la notizia in maniera comprensibile a tutti, anche ai bambini. Sono persone che hanno la capacità di sapersi rivolgere a chiunque". Chi legge il Giornale fin dal 1974 l'ha visto crescere, "si è evoluto" dice, ma "Montanelli vi ha dato l'impronta e il contenuto". Oggi, "sento ancora un vento di novità e una visione più grande, c'è un'attenzione a problematiche della società attuale che i giornaloni preferiscono ignorare". Il signor Angelo, invece, ci dice con orgoglio che legge "il Giornale da quando è uscito, ho a casa il primo numero del giugno 74. Ho sempre seguito Montanelli e sono rimasto fedele a il Giornale". Un altro lettore, intercettato in corridoio prima di un bagno nelle piscine termali, ci spiega che "c'è un filo conduttore che lega le battaglie storiche di questo giornale alle sfide di oggi" senza paura di essere "una voce fuori dal coro".

Ed è proprio il pensiero di Montanelli la stella polare dei lettori del Giornale. Si percepisce dai loro ragionamenti, dai consigli che in questi giorni ci hanno dato, ma anche nelle parole di chi ne cita a memoria le frasi ricordando, come ha fatto una lettrice durante il lungo incontro del direttore Tommaso Cerno con i lettori, di quando il fondatore de il Giornale veniva anche letto nelle scuole.

Con lui, i lettori hanno parlato di intelligenza artificiale, Quirinale, centrodestra e sinistra,

magistratura: c'è stato un ampio confronto con anche qualche richiesta di retroscena: "Lei che sicuramente sa, cos'ha di bello da dirci". Tra battute, risate e riflessioni, alcune lettrici non hanno lesinato apprezzamenti.

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