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Al Portello la prima pietra della Rai che punta al futuro

Nel 2029 pronto l'edificio da 65mila metri: dieci sale di registrazione e uffici. In vendita Corso Sempione

Al Portello la prima pietra della Rai che punta al futuro
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La Rai torna in Fiera. Nel 2029 si celebrerà il grande ritorno, dal 1952, del centro di produzione che si lega indissolubilmente con il futuro del Portello. Risale, infatti, a una decina di anni fa (era il 2015) la riqualificazione di Fiera Milano city che parte con l'idea di ospitare lo stadio del Milan, per poi realizzare un polo attrattivo con tanto di High line ciclabile fino al Monte Stella, la cosiddetta "Milano alta", per arrivare con Giovanni Gorno Tempini, presidente di Fondazione Fiera nel 2019 all'idea e alla firma dell'accordo preliminare del centro di produzione Rai. Poi il Covid ma con l'ex presidente Enrico Pazzali il progetto inizia a prendere forma, con tanto di accordo firmato nel 2023.

Ieri mattina dunque la posa della prima pietra dell'edificio che ospiterà il nuovo centro di produzione multimediale Rai, cui seguiranno la vendita della storica sede di corso Sempione e il rilascio degli immobili in locazione in via Mecenate di proprietà di East End Studios. Il progetto rientra nel piano di interventi di rigenerazione urbana dell'area dell'ex Campionaria voluti dalla Fondazione per valorizzare il proprio patrimonio immobiliare. Nell'area compresa tra via Colleoni e via Gattamelata sorgerà il polo da 65mila metri quadrati di superficie totale: l'edificio si articolerà in un parcheggio, sopra il quale saranno realizzati uffici da 15mila metri quadrati distribuiti su 6 livelli e spazi polifunzionali attrezzati con dieci sale di registrazione.

Il nuovo complesso immobiliare sarà dato in locazione per 27 anni e consentirà a RAI di concentrare in un unico polo produttivo le attività. L'edificio, progettato da Lombardini22 sarà realizzato da CMB con Gianni Benvenuto Spa, nel rispetto dei più alti standard di sostenibilità.

Ecco quindi che il primo polo televisivo italiano torna negli spazi della Fiera, rinnovando una collaborazione cominciata nel secondo dopoguerra. In occasione della Campionaria del 1947 all'ingresso di Porta Domodossola, fra le due palazzine degli Orafi, viene installata la prima antenna per le trasmissioni sperimentali. Nel 1952 prendono il via le prime trasmissioni televisive, è il 3 gennaio 1954 quando dagli studi di corso Sempione il primo sistema radiotelevisivo nazionale inizia a trasmettere regolarmente. Negli anni successivi, agli studi di corso Sempione si affianca un padiglione della Fiera concesso in affitto permanente, dove viene costruito un vero e proprio centro di produzione con tre studi di registrazione.

Per il sindaco Sala "si tratta di un progetto ambizioso che permetterà di compiere un'ulteriore tappa nella rigenerazione del quartiere". L'intervento autofinanziato con 120 milioni di euro (il centro sarà affittato alla Rai per 5,9 milioni di euro l'anno), prevede come oneri a scomputo la riqualificazione di piazza Gramsci e la valorizzazione dell'accessibilità di piazza Gino Valle.

"Questo è un ritorno al futuro. Qui, dove la Rai è partita, oggi torna per costruire un'infrastruttura culturale e industriale" afferma Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano. "Una giornata simbolo della grande trasformazione che Rai sta compiendo per affacciarsi al futuro con visione e spinta innovativa.

Rai confermare la propria centralità tra i grandi broadcaster internazionali" sottolinea l'ad Rai Giampaolo Rossi. "Un bellissimo investimento che nasce dopo un dialogo che è durato ma che ha dimostrato una grande collaborazione tra Fondazione Fiera e la Rai" per Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia.

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