Processo Ruby, procura: "Berlusconi alle udienze anche venerdì e sabato"

La procura di Milano rigetta la proposta della difesa di tenere udienze solo il lunedì per permettere al premier di essere presente. De Pasquale: "Il tempo è inesorabile". Ghedini: "Siamo contro le forzature"

Milano -La morsa giudiziaria è in atto. I pm di Milano hanno fretta di far fuori Silvio Berlusconi. A tenaglia i processi Mills e Ruby sul futuro del Cavaliere. Mentre questa mattinail pm Fabio De Pasquale invitava i magistrati a "fare in fretta" a celebrare i tre gradi nel processo sulla presunta corruzione del giudice inglese, il tribunale milanese ha respinto la risposta della difesa di celebrare le udienze il lunedì per permettera al premier di essere presente. Il processo sulla ragazza marocchina si terrà anche il venerdì pomeriggio e il sabato. L'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, accusa i pm di avere troppa fretta: "Noi siamo contro le forzature".

La funzionaria marocchina Per i pm milanesi è la procura di Roma competente a indagare sulla presunta tentata corruzione della funzionaria marocchina per cambiare la data di nascita di Ruby. Oggi, a margine del processo Mills, Niccolò Ghedini, uno dei legali del premier, ha spiegato che la denuncia in cui ipotizza una frode processuale ai danni del capo del Governo è stata depositata in Procura a Roma, e una copia verrà consegnata ai magistrati milanesi. Ma, codice alla mano e considerato che si tratta di reati commessi all’estero da cittadini italiani, spiegano in procura a Milano, la competenza risulta essere capitolina. 

Rinviata l'udienza sul caso Mills "E' mia intenzione partecipare all’udienza, ma oggi sono impegnato". In una lettera indirizzata ai giudici del processo Mills, depositata oggi al collegio dalla difesa, il premier ha spiegato che per l’udienza di oggi aveva già in programma un impegno istituzionale a Bruxelles. Nella dichiarazione, dopo aver "premesso che è mia intenzione partecipare all’udienza", il Cavaliere ha quindi chiarito che non può presenziare oggi ma "consente" di proseguire con l’udienza, dato che oggi si trattano "solo questioni attinenti al calendario" delle udienze. Il processo è stato rinviato al prossimo 21 marzo. Per quella data i lavori prevedono la deposizione dei consulenti del pm.

De Pasquale: "Il tempo è inesorabile" "Bisogna assolutamente celebrare i tre gradi di giudizio prima che scatti la prescrizione perché il tempo è inesorabile" dice in aula il pm Fabio De Pasquale. Niccolò Ghedini e Piero Longo replicano: "Inesorabile anche per noi". Accusa e difesa si punzecchiano in continuazione al processo in cui Silvio Berlusconi risponde di aver corrotto il testimone David Mills. Il pm chiede ai giudici di attivare la strada della videconferenza per sentire 6 testimoni a Londra e l’avvocato Longo spiega: "Non si può dare per scontata la via urgente per la rogatoria". De Pasquale sollecita i giudici ad attivarsi da subito con le autorità estere, senza aspettare la prossima udienza del 21 marzo. Il presidente del collegio Francesca Vitale invita le parti in causa a non polemizzare.

Ghedini: "I pm hanno troppa fretta" "Mi sembra che il pm abbia una fretta frenetica, ma noi ci opporremo alle forzature", spiega il legale di Berlusconi, l’avvocato Niccolò Ghedini. "Il processo non è una corsa ad ostacoli - aggiunge Ghedini - e credo che il pm debba avere fretta soltanto nel stabilire la verità". Alla domanda dei cronisti che gli chiedevano se davvero è possibile che si arrivi ad una sentenza definitiva per il caso Mills entro l’inizio del prossimo anno, Ghedini ha risposto: "Tecnicamente è possibile, ma se si volessero fare straordinarie forzature noi ci opporremo. Noi vogliamo una sentenza favorevole nel merito".

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