Prove di governissimo, Casini corteggia D'Alema

Il leader centrista "corteggia" D'Alema e Pisanu: "Ci sono le basi di una visione comune che unisce molti al di là delle appartenenze politiche in questo Paese". E lancia il governo del buonsenso. Ma Franceschini: "Chi pensa al centro ha vocazione minoritaria". La Lega: "Papocchio"

Prove di governissimo, Casini corteggia D'Alema

Siena - Prove, anzi, sogno di governissimo. Metti insieme D'Alema, Pisanu e Casini ed ecco che si riparla di "nuovo polo" politico. "Mi sembra che il partito del buonsenso stia facendo strada in Italia, e vediamo se prima o poi sarà in grado di determinare svolte politiche". Al termine di un confronto sull’Afghanistan e la politica estera al quale hanno partecipato insieme a Massimo D’Alema e Giuseppe Pisanu, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini porta avanti la possibilità di un fronte comune, moderato e centrista, alternativo al centrodestra di Silvio Berlusconi. "Ci sono le basi di una visione comune - ha proseguito Casini - che unisce molti al di là delle appartenenze politiche in questo Paese: c’è il governo del buonsenso e poi c’è chi si attarda a visioni propagandistiche, populistiche che non servono al futuro del Paese".

Il partito del buonsenso Invitando a non avere "fretta", Casini ha sottolineato come "su temi della politica estera, della cittadinanza, e anche dell’economia Pisanu, D’Alema e il sottoscritto hanno una visione comune". Non solo. Casini ha aggiunto di non capire perché "bisogna evitare di allargare questo partito". "Questa mattina ho letto Cicchitto, che è una persona ragionevole - ha aggiunto - che dice che non può esserci una legge bipartisan sulla cittadinanza. Ma come? - si è chiesto Casini - Se non si crea una visione comune sui temi del futuro della nostra società, su che cosa la si crea?". Per Casini, anzi, proprio il capogruppo del partito di maggioranza relativa "dovrebbe cercare una legge condivisa. D’Alema, Pisanu e io - ha proseguito, riferendosi al dibattito organizzato dalla Fondazione Liberal oggi a Siena - abbiamo la stessa visione sul futuro dell’integrazione degli extracomunitari in Italia, nel rispetto della legge, ma anche nella prospettiva e nella speranza di poter costruire insieme la società futura". Ai giornalisti che gli chiedevano se questo aprisse nuove prospettive di alleanze, Casini ha risposto di non avere fretta, perché "la fretta fa i gattini ciechi. Mi sembra - ha concluso - sia già tutto in movimento".

D'Alema accorcia le distanze "C’è un evidente convergenza su temi come la politica estera, l’immigrazione e la politica economica. D’altra parte basta vedere in Parlamento come noi e l’Udc votiamo quasi sempre allo stesso modo". Quello svolto con Pierferdinando Casini e Beppe Pisanu, ha sottolineato il Pd D'Alema, è stato "un confronto a tutto campo, interessante ed è la dimostrazione che in Italia si può parlare serenamente dei problemi del Paese, senza polemiche e cercando di individuare delle risposte e delle soluzioni". E proprio Pisanu ha accolto con favore la risoluzione parlamentare sul multilateralismo solidale in Afghanistan, capace di "realizzare una forte intesa politico-parlamentare" sulla politica estera e in particolare sulle missioni italiane all’estero.

Franceschini prende tempo "Le grandi manovre al centro sono in corso. Ma qualche volta ho l’impressione che chi ci pensa abbia una vocazione minoritaria in mente", ha commentato il leader Pd, Dario Franceschini, secondo il quale "a favorire la nascita di un nuovo centro poi potremmo scoprire che quello si allea con la destra, e noi stiamo all’opposizione per altri trent’anni. Io contrasterò in ogni modo la vocazione minoritaria del Pd". Per quanto poi riguarda le elezioni regionali del prossimo anno Franceschini è dell'avviso che "bisogna provare a vincere". Con l’Udc "si può valutare caso per caso alle regionali. Penso invece che non sia in campo un’ipotesi di alleanza nazionale perchè quel partito, per una sua scelta che a me non piace, sta un pò di qua e un po' di là".

La Lega: "E' un papocchio" "L’incontro e l’intesa tra D’Alema, Casini e Pisanu sembrano, più che un contributo politico, rinverdire i fasti della 'svolta di Salerno' e della relativa ammucchiata dell’allora governo", ha commentato il senatore della Lega Nord, Piergiorgio Stiffoni, bollando il "fantomatico partito del buonsenso non è altro che ciò che fece Togliatti con Badoglio a Salerno, un papocchio che si fermò lì, con un governo che non governava mentre da Roma in su si combatteva. Questo nuovo partito del buonsenso non ha truppe dietro, neanche cammellate, ma solo caramellate". "Noi - ha, quindi, concluso l'esponente leghista - combatteremo sempre, come sempre abbiamo fatto. Non ci fa paura nè l’opposizione, nè tantomeno l’isolamento centralista di future alleanze. Con Berlusconi va benissimo e benissimo andrà".