Con quel "Siete solo saponette mancate" urlato in faccia a Emanuele Fiano, piddino doc e figlio di un deportato, è andata molto, ma molto peggio di quanto previsto e prevedibile. Perché nemmeno nel peggiore degli incubi, il corteo del 25 aprile per festeggiare la ritrovata libertà, si sarebbe potuto trasformare in un catalogo della più deteriore intolleranza della sinistra. Vittima ormai incurabile della sua crisi ideologica e tornata a essere la sentina della peggior violenza verbale e fisica. Troppo comodo chiamarli "fascisti rossi", questi rottami della storia purtroppo tornati così attuali, sono semplicemente comunisti rossi che dopo aver a lungo trattenuto la loro vera natura, tenuti a bada da dirigenti di partito dal pugno di ferro come Togliatti, Berlinguer e Napolitano, oggi rigurgitano il loro vero dna fatto di violenza e intolleranza. E, allora, ogni bersaglio è buono per trasformare in anti-qualcosa il loro vuoto di valori. E allora a stonare è il comizio marziano fatto dal sindaco Giuseppe Sala che invece di prendersela con la sinistra più violenta, è andato a caccia dei soliti fascisti su Marte. Con un discorsetto evidentemente già preparato, ma che avrebbe potuto tener conto delle prevedibili violenze contro ebrei e giovani di Forza Italia.
Grottesco quel prendersela con "chi vorrebbe portarci indietro", gridando che "a Milano non si passa". Più che guardare indietro nel tempo in cerca di autoritarismi littori, meglio sarebbe stato guardare indietro nel corteo, lì dove i compagni mostravano tutta la loro violenza. Come sempre impunita.