«Questo governo non rappresenta i valori»

Assessore Abelli, un milione di persone in piazza, per i politici adesso sarà difficile dimenticarsi delle famiglie.
«In Italia la maggioranza è silenziosa, ma quando vuole sa come farsi sentire. È stata una sveglia per il centrosinistra, ora chi governa sa bene quali siano le priorità».
Ma le manifestazioni erano due.
«Be’, da una parte c’era un milione di persone, forse anche di più, dall’altra un paio di migliaia. E i ministri erano un po’ di qua e un po’ di là. Un governo a pezzi».
Quindi?
«Se ce ne fosse stato bisogno, la dimostrazione che la politica del centrosinistra non rispecchia la volontà della maggioranza».
Perché?
«Perché è ostaggio di una sinistra radicale che vorrebbe emarginare la famiglia tradizionale e mettere a tacere la Chiesa. La dimostrazione che su temi così importanti questo governo non rappresenta certo i valori degli italiani».
Ma a Milano e in Lombardia il centrodestra governa da un pezzo.
«E, infatti, è stata la prima Regione a istituire fin dal 1995, con l’arrivo di Roberto Formigoni, un assessorato alla Famiglia. E dal 1998 ha una legge apposta».
L’assessorato è il suo. Possibile fare un bilancio?
«Dal 2000 a oggi quattromila progetti e 80 milioni di euro investiti».
Esempi?
«Oltre 32mila bambini ospitati in mille nidi a cui se ne sono aggiunti 3.500 nelle 340 nuove strutture. E proseguiremo».
Altro?
«Assistenza con buoni per chi tiene in famiglia anziani e disabili. E poi buono scuola, contributi per l’affitto e l’acquisto della prima casa».
A proposito di voucher, arriva quello di «conciliazione». Un nome un po’ oscuro.
«La conciliazione tra famiglia e lavoro. Chi ha tre figli lo potrà usare per pagare l’asilo nido o la babysitter. Oppure servirà a integrare il reddito per chi dovrà lasciare il lavoro».
Favorevole al quoziente familiare?
«Sarà la nostra battaglia.

È assolutamente indispensabile che il reddito da tassare sia diviso per il numero dei componenti della famiglia».
Il futuro?
«In Francia Sarkozy è diventato presidente puntando sul lavoro. In Lombardia puntiamo sulla convivenza tra lavoro e famiglia».

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