Ieri Milano si è svegliata ancora sotto assalto del vento. Raffiche fino a 80 km/h hanno flagellato la città per tutta la mattinata, trasformando strade e viali in scenari da dopo-battaglia. I vigili del fuoco hanno vissuto una giornata campale tra interventi "botanici" e messa in sicurezza della rete tranviaria. Alberi e grossi rami si sono schiantati sulla rete aerea, paralizzando diverse linee Atm.
In piazza Firenze il colpo di scena più vistoso: un ramo di notevoli dimensioni si è staccato da uno dei platani già segnati per l'abbattimento (con il pallino rosso sul tronco) ed è finito in pieno sui fili della corrente. I pompieri hanno lavorato ore con motoseghe e verricelli per rimuovere il materiale.
L'operazione ha imposto deviazioni e sostituzioni: il tram 1 deviato con bus tra piazza Firenze e piazzale Santorre di Santarosa, il tram 14 sostituito da autobus tra piazza Diocleziano e Cimitero Maggiore. Anche il bus 69 ha modificato il percorso saltando diverse fermate.
Pochi chilometri più a nord, in viale Fulvio Testi all'altezza di Ca' Granda, un intero albero si è abbattuto sulla rete aerea. Vigili del fuoco in azione anche qui: tram 5 interrotto tra viale Lunigiana/Copernico e Ospedale Maggiore, tram 7 bloccato tra viale Fulvio Testi e Lagosta. Variazioni pure per il bus 196.
L'episodio mette ancora una volta in evidenza la fragilità del patrimonio arboreo milanese e la vulnerabilità della rete tranviaria aerea. Molti alberi coinvolti erano già monitorati o destinati al taglio, ma il maltempo ha anticipato i tempi. Atm ha comunicato in tempo reale le modifiche attraverso app e pannelli, ma per migliaia di pendolari soprattutto nelle zone di Bovisa, Dergano e Niguarda la mattinata è stata un calvario di attese e percorsi alternativi.
I meteorologi parlano di un fronte di libeccio con raffiche superiori alla media stagionale. Condizioni ventose ancora attese nelle prossime ore, anche se in attenuazione. Nel frattempo i vigili del fuoco continuano a pattugliare la città.
Piazza Firenze e viale Fulvio Testi sono solo i due episodi più eclatanti.
Il messaggio è chiaro: Milano deve fare i conti con un clima sempre più estremo e con un verde urbano che, in troppi casi, non regge più. La programmazione degli abbattimenti e delle nuove piantumazioni è diventata una priorità non rinviabile.