La Regione ammette: «Sanità allo sfascio»

La Regione ammette: «Sanità allo sfascio»

Per anni hanno negato. Adesso, zitti zitti, si preoccupano. Anzi, ordinano ai loro direttori generali di porre rimedio a uno dei più gravi danni della Sanità ligure, che da sempre vengono contestati dall’opposizione. L’assessorato alla Salute e in generale la giunta di Claudio Burlando richiamano infatti «direttori generali, aziende sanitarie ed enti equiparati» al problema della mobilità, cioè del numero di pazienti liguri che «fuggono» per farsi curare in altre regioni. Situazione che comporta un grave danno economico alle casse della Regione e che è andata via via peggiorando.
In passato Claudio Montaldo e compagni hanno sempre negato l’allarme, ma ora avvertono con una lettera del dirigente del dipartimento salute e servizi sociali che «come è noto il saldo di mobilità ha avuto un ulteriore peggioramento dal 2007 al 2008». Cioè le cose andavano davvero male e ora vanno anche peggio. Non solo, «questo potrebbe compromettere l’equilibrio economico del sistema sanitario ligure, rendendo vani gli sforzi di riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi compiuti in questi anni». Ops, i conti sono in rosso? Davvero? Ma non si è sempre detto che è tutto così meravigliosamente in ordine?
È quanto chiedono Nicola Abbundo e Matteo Marcenaro del Pdl con un’interpellanza a Burlando e Montaldo, sottolineando anche come la «ricetta» della giunta per «guarire» questa preoccupante situazione sia «la cosa più ridicola». Infatti nella lettera ai direttori generali viene chiesto di «prestare la massima attenzione nella verifica ed eventuale correzione delle informazioni anagrafiche a fronte di contestazioni, da parte di altre regioni, di questa tipologia». Secca la replica di Abbundo e Marcenaro: «A fronte dell’acclarato squilibrio economico viene indicata come soluzione quella di bisticciare con le altre regioni sulla verifica delle informazioni anagrafiche dei pazienti - attaccano - Siamo fermamente convinti che una maggiore competenza e scelte politiche più coraggiose sarebbero d’obbligo per questa giunta che una volta di più ci dimostra di non lavorare per il bene della popolazione ligure».