Roma, riaperta l'inchiesta sulla morte del parà Tobini

La procura di Roma ha accolto l'istanza presentata dal legale della madre del militare: ecco cosa potrebbe accadere

Roma, riaperta l'inchiesta sulla morte del parà Tobini

La magistratura vuole fare definitivamente luce sulla causa della morte di David Tobini, il parà della Folgore caduto in Afghanistan nel 2011 durante un conflitto a fuoco. Sono ancora tanti i dubbi sul decesso del giovane romano, colpito mortalmente al capo mentre nel corso della missione di pace a Bala Mourghab. Ora la procura di Roma, come riportato da Il Messaggero, ha accolto l'istanza presentata dall'avvocato Paolo Pirani, legale della madre del militare, e ha riaperto l'inchiesta. La prima si è conclusa con un nulla di fatto: fu archiviata in pochi mesi. E a fare clamore fu il fascicolo chiuso prima che fosse depositata la relazione del Ris sui reperti, molti dei quali distrutti senza essere analizzati chimicamente. Ma la determinazione da parte di Annarita Lo Mastro potrebbero portare a una svolta decisiva a distanza di 8 anni.

Le ipotesi

Ora vi sono diversi scenari futuri: l'Esercito potrebbe essere coinvolto; non è da escludere la pista dell'omicidio; i commilitoni del Caporal Maggiore Scelto, appartenente al 183esimo Reggimento Nembo di Pistoia, potrebbero essere riascoltati; i vertici militari potrebbero essere convocati in procura a Roma. Rimangono ancora parecchi punti interrogativi: tra queste la motivazione per cui non sia stata predisposta la copertura aerea come prevede il protocollo. E in tutto ciò la madre non si arrende: "Ora rispetto e silenzio per David, lo stesso che usano gli amici e i fratelli veri. Il suo sacrificio non potrà essere oscurato da coloro i quali, anche dopo otto anni, hanno usato David per esaltare le proprie gesta".

La signora Lo Mastro in passato aveva inviato una lettera a Matteo Salvini, ringraziandolo per il lavoro svolto: "Le scrivo perché a oggi mi sembra un politico dei ‘non solo tre giorni’. Lei ha acceso una fiammella nel cuore di una madre che batte per inerzia. Forse non è caduto invano, come stavo per convincermi. È caduto anche per Lei che sta lavorando, combattendo per questo 'dispositivo amico'. Quando nelle sue interviste nomina i suoi figli, Ministro, il mio pensiero va al mio. 'Va, Pensiero'. Un 'Va, Pensiero' che si alterna con un inno, il nostro inno". L'attività portata avanti dall’ex ministro dell’Interno non era dunque passata inosservata ed era stata giudicata positivamente: "Tifiamo un uomo, che sta prendendo per mano un’Italia che si stava smarrendo. Non ci aspettiamo miracoli, ma l’impegno e la volontà che sta dimostrando. E che spera non perderà nel tempo".

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