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Sala: "Non mi interessa un seggio sicuro. Le critiche di Scavuzzo? Non commento"

Il sindaco ai figli di Fo: "Faremo di più per ricordarlo". Fi: "Surreale, per Pannella e Berlusconi zero deroghe"

Sala: "Non mi interessa un seggio sicuro. Le critiche di Scavuzzo? Non commento"
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Il sindaco preferisce "non commentare" le parole della vice Anna Scavuzzo, che in veste di prossima candidata alle primarie del Pd giorni fa ha dichiarato di essere stata "leale a Beppe Sala" in tutti questi anni e di non aver espresso pubblicamente la distanza di opinioni ma "che ci sia un'alterità non è una novità, abbiamo opinioni diverse in tanti contesti" e andando verso la campagna non starà zitta, "saranno diverse le occasioni nelle quali probabilmente emergeranno punti di vista diversi". Sala ieri ha tagliato corto, "la mia unica preoccupazione è essere al servizio dei milanesi fino all'ultimo giorno, nelle mie umane capacità e nei miei umani limiti che ci sono, ma non credo sia utile ritornare su quel tema". Torna invece sulle parole del giorno, "resterò sindaco fino all'ultimo poi vorrei un futuro in politica". Ieri ha aggiunto: "Non penso di aver bisogno per tanti motivi di un seggio sicuro, non è quello che mi attrae. Voglio verificare se posso dare un contributo, ne sarei felice ma non voglio essere un peso per nessuno. Se non funzionasse non avrei certamente l'età per tornare a fare l'amministratore delegato di qualcosa, però conoscendomi non starei a casa, qualcosa mi inventerei". Chiude sul nascere le voci, che a volte rimbalzano, che lo vedrebbero in campo come federatore del centrosinistra: "Non credo che ce ne sia la necessità". Idem frena l'ipotesi di accorpare in vista Comunali le varie realtà centriste in un unico "listone": "Mi pare prematuro. Prima del referendum c'era l'ipotesi di ridurre al 40% la soglia dell'eleggibilità al primo turno per un sindaco, se fosse così bisognerebbe mettersi d'accordo da subito sugli apparentamenti, ora bisognerà capire come reagirà Meloni a questo cartellino rosso che ha ricevuto dagli italiani. Potrebbe con grande determinazione accelerare passaggi che aveva in testa" come la modifica della legge elettorale "o rendersi conto che il Paese non la segue come prima". Infine, la famiglia del premio Nobel Dario Fo, di cui si celebra il centenario dalla nascita, ha accusato il Comune di scarsa attenzione e Sala ieri si è detto "dispiaciuto. Non credo che Milano abbia mai trattato male Fo e Franca Rame o non abbia riconosciuto il loro valore, però ho chiesto a Scavuzzo e all'assessore alla Cultura Sacchi di proseguire nei contatti, è chiaro che se possiamo fare di più perché no".

Per il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico "la polemica di Jacopo Fo è surreale, a Rame e Fo è stata dedicata la Palazzina Liberty ben prima del decennio dalla scomparsa e sabato verrà posata una targa sulla casa in Porta Romana. Rispetto ad altri grandi nomi come Marco Pannella e Silvio Berlusconi a cui Sala non ha concesso deroghe non può lamentarsi".

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