Cancro, completata la mappatura genetica: nascono nuove speranze

Lo studio, durato oltre 10 anni, apre nuove frontiere e possibilità nella lotta ai tumori grazie al completamento della mappatura genetica del cancro

Importanti e fondamentali passi avanti nella cura contro il cancro: con un lavoro durato circa 10 anni, un team internazionale composto da più di 1300 scienziati di 37 paesi diversi ha completato la mappatura dei genomi del cancro.

È un risultato incredibile che ha conquistato la copertina dell'ultimo numero della rivista scientifica Nature. Grazie a questa mappatura sarà possibile saperne di più sulle cause, su come si sviluppa e si evolve il tumore ma, soprattutto, ci saranno nuove basi per migliorare diagnosi e terapie.

Il progetto è il frutto della collaborazione tra il Consorzio Internazionale del Genoma del Cancro (Icgc) ed il consorzio statunitense Tcga. LaRepubblica.it scrive che questo team internazionale ha lavorato al progetto “Genomi Pan-Cancro” (Pan-Cancer Analysis of Whole Genomes - Pcawg), completando l’analisi più dettagliata esistente ad oggi di 2600 genomi di 38 diversi tipi di tumore. Tra i protagonisti di questo studio c'è anche l’università di Verona che dal 2010 rappresenta l’Italia nel Consorzio internazionale genoma del cancro.

Così il cancro nasconde meno segreti

In precedenza, gli studi si erano concentrati sull'1% del genoma che è quella parte del Dna che codifica per le proteine. Questo progetto ha esplorato in modo molto più dettagliato il restante 99%, comprese le regioni chiave che controllano l'accensione e lo spegnimento dei geni.

"Questo lavoro – afferma Aldo Scarpa, direttore del centro di ricerca applicata sul cancro Arc-Net - aiuta a rispondere ad uno dei più importanti (e fino ad oggi irrisolti) quesiti della medicina: perché due pazienti affetti da quello che sembra uno stesso tipo di tumore possono avere esiti molto diversi e rispondere in maniera diversa alla stessa terapia? I risultati del progetto Pcawg mostrano che le ragioni di questi diversi comportamenti sono scritte nel Dna. Il genoma del tumore di ogni paziente è unico, ma esiste una serie finita di schemi ricorrenti. Queste nuove informazioni daranno vita a studi che permetteranno di identificare tutti questi schemi per ottimizzare la diagnosi e il trattamento”.

Terapie personalizzate

La ricerca appena pubblicata pone le basi per la seconda fase delle attività del consorzio Icgc che consiste nella realizzazione del progetto denominato Argo (Accelerating research in genomic oncology) che si occuperà di tradurre i risultati del sequenziamento del genoma dei tumori di singoli pazienti in terapie personalizzate e “di precisione”.

Il progetto mira ad utilizzare nuovi test molecolari disegnati e messi a punto nell’ambito del consorzio, in modo da offrire ai pazienti un più ampio spettro di possibilità terapeutiche rispetto a quanto possibile oggi.

Questa seconda fase del progetto prevede l’organizzazione di sperimentazioni cliniche internazionali utilizzando farmaci di nuova generazione nonché farmaci già in uso sulla base delle indicazioni delle anomalie molecolari presenti nel tumore dei singoli pazienti.

I centri di eccellenza italiani

Il centro Arc-Net, capofila del contributo italiano nel Consorzio Icgc-Argo, si sta adoperando per creare una rete di centri di eccellenza in oncologia cui partecipano già l’Istituto oncologico veneto, l’Istituto nazionale tumori di Milano, l’Istituto nazionale tumori “Regina Elena” di Roma, l’Istituto nazionale tumori “Pascale” di Napoli e il policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma.