Come fare il pieno di vitamina D in estate

Esporsi ai raggi solari con moderazione e le giuste precauzioni è utile per fare il pieno di Vitamina D. È una preziosa sostanza che ci permette di assorbire al meglio il calcio e il fosforo e previene molte patologie

In estate prendere il sole, ovviamente con moderazione e le dovute precauzioni, ci permette di fare il pieno di vitamina D.

È una preziosa sostanza per il nostro corpo. Di fatti facilita l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo. Riduce efficacemente il rischio di ipertensione, diabete e alcune patologie autoimmuni. Utile persino per prevenire alcune forme specifiche di tumore.

La sintesi di essa da parte dell’organismo, attivata dall’esposizione alla luce solare, contribuisce all'80-90% dell'apporto di vitamina D. La sua assunzione con gli alimenti copre il 10 – 20 % del fabbisogno. Ne consegue che l’assunzione con la sola dieta non è generalmente sufficiente e che una moderata esposizione solare rimane sempre il metodo migliore per mantenere un giusto apporto di vitamina D”: spiega infatti il Dott. Renato Masala, endocrinologo della piattaforma di esperti di Top Doctors.

Naturalmente per farne il pieno bisogna esporsi moderatamente ai raggi del sole vitando le ore più calde che possono provocare seri danni per la nostra salute. “Ovviamente la durata della permanenza al sole dipende dal tipo di pelle e dal periodo dell'anno, ma, in generale, in un individuo adulto e sano è sufficiente esporre al sole un quarto della superficie del corpo (viso, mani, parti delle braccia e delle gambe) per 5-25 minuti al giorno, scoperte e senza protezione solare, per produrre una quantità di vitamina sufficiente”: chiarisce l’esperto.

Qualora non si riuscisse ad ottenere questi risultati, l'assunzione di vitamina D tramite integratori alimentari può essere utile per diversi motivi. “Prima di tutto, la scelta di alimenti contenenti vitamina D è relativamente poca, e poi la formazione di vitamina D’attraverso la luce del sole e il rifornimento delle scorte del corpo non è possibile tutti i mesi dell'anno. Inoltre, il rischio di un insufficiente apporto di vitamina D può aumentare se non ci troviamo regolarmente all'aperto, ad esempio a causa di tante ore di smart working o di ufficio” sostiene l’endocrinologo Masala.

Infine l’esperto afferma che in generale, l'assunzione di preparati di vitamina D è particolarmente raccomandata nel caso in cui è stata dimostrata una carenza. Inoltre un miglioramento non può essere ottenuto né con l'autosintesi né con la dieta. “Anche le persone anziane (dai 65 anni in su) dovrebbero assumere integratori alimentari appropriati, poiché l'autosintesi diminuisce con l'età. Normalmente vengono utilizzati preparati a base di vitamina D3 o colecalciferolo. In alternativa possono essere utilizzati il calcifediolo (25-OH-vit D) e il calcitriolo (1-25-OH vit D)”: è il consiglio del Dott. Masala.

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