"Rna contro tumori e Hiv", lo sostengono i genitori del vaccino Pfizer

In fase di test clinico ci sarebbero ben quindici vaccini anticancro. La conferma arriva direttamente dagli scienziati che hanno realizzato il vaccino anti Covid BionTech - Pfizer

I genitori del vaccino Pfizer: "Con l'Rna sconfiggeremo i tumori e l'Hiv"

Ne hanno fatta di strada da quando, ancora bambini, si innamorarono della scienza e della sua capacità di fornire una risposta agli arcani che attanagliano da sempre la mente dell'uomo. Uur ahin (56 anni) e Özlem Türeci (54 anni) sono gli immuno-oncologi cofondatori di BionTech e genitori del vaccino anti Covid Pfizer a Rna.

Figli di immigrati turchi giunti in Germania negli anni Sessanta e sposati dal 2002, grazie alle azioni BionTech, sono state le prime persone di origine turca ad entrare nella lista dei cento tedeschi più ricchi. Non a caso Bloomberg Billionaires Index ha stimato il loro valore personale in 10,6 miliardi di dollari. Ma il desiderio di aiutare le persone non ha prezzo.

Così, a partire dagli anni Novanta, epoca che segna l'inizio del loro percorso scientifico, la brillante intuizione sulle capacità dell'Rna messaggero di combattere i tumori supportando il sistema immunitario e altre malattie quali melanoma, sindromi autoimmuni e allergiche, è stata applicata in maniera concreta in ambito medico. Un cammino soddisfacente ma non privo di ostacoli che ora viene narrato ai profani in un libro, "Il vaccino che ha cambiato il mondo" (Mondadori), scritto con il giornalista Joe Miller. È affascinante il lavorio mentale alla base della scoperta delle potenzialità dell'Rna, quel filamento sottile che trasporta nelle cellule le istruzioni per costruire le proteine; così come ammaliano le conoscenze acquisite nel corso del tempo.

Nozioni che hanno portato alla messa a punto del siero anti Covid e che, fra cinque-dieci anni, potranno essere sfruttate per la creazione vantaggiosa di vaccini Rna contro le malattie infettive e i tumori. Benefici che deriveranno innanzitutto dal processo di produzione molto più rapido rispetto ai vaccini tradizionali. Questa rapidità consentirà di creare sieri anticancro personalizzati sul singolo paziente a partire da un campione del suo tumore. I tempi di attesa si attestano attorno a un mese. Per quali neoplasie è indicato tale approccio? Nella lista rientrano tutti i tipi di tumori solidi, dal melanoma al carcinoma del colon-retto.

Attualmente, i quindici vaccini presenti in fase di test clinico combattono il cancro in due modi. Il primo sistema usa l'Rna per spronare il sistema immunitario ad aggredire parti specifiche delle cellule neoplastiche che sono condivise e conservate in tutti i tumori appartenenti alla stessa tipologia non soggetta a mutazioni. In questo modo le cellule malate, una volta riconosciute, vengono distrutte. Il secondo sistema, invece, è altamente personalizzato e consiste nella creazione di un vaccino che ha come bersaglio venti antigeni specifici della forma cancerosa di cui soffre il soggetto.

Non solo tumori. Gli scienziati, infatti, nel 2022 desiderano dare il via ai test clinici per i vaccini contro la malaria, la tubercolosi e l'Hiv. Ma non finisce qui. Poiché l'Rna riprogramma il sistema immunitario per stimolarlo e altresì per calmarlo, non si esclude di impiegarlo anche per la cura delle malattie autoimmuni e nella medicina rigenerativa.

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