Idrosadenite suppurativa, cause e sintomi dell'acne inversa

Il disturbo, purtroppo, è incurabile. Il rispetto di alcune semplici regole si rivela fondamentale

Idrosadenite suppurativa, cause e sintomi dell'acne inversa

Nota anche con il nome di acne inversa, l'idrosadenite suppurativa è una malattia cronica della pelle caratterizzata dalla formazione di noduli assai dolorosi poiché interessati da un processo infiammatorio. Il disturbo, descritto per la prima volta tra il 1833 e il 1839 dall'anatomista e chirurgo francese Alfred Velpeau, colpisce l'1%-4% della popolazione (soprattutto le donne) e nella maggior parte dei casi esordisce nel periodo della pubertà. In base all'evoluzione della sintomatologia si distinguono tre fasi dell'idrosadenite suppurativa:

  • Fase 1: iniziano a comparire i noduli. Possono essere singoli o multipli e leggermente dolenti;
  • Fase 2: la formazione dei noduli è più frequente. Si intensifica l'algia;
  • Fase 3: dai noduli, spesso connessi tra di loro, fuoriesce pus.

Quali sono le cause e i sintomi di questa patologia invalidante? Scopriamolo insieme.

Le cause dell'idrosadenite suppurativa

La comparsa dell'idrosadenite suppurativa segue l'ostruzione e l'infiammazione dei follicoli piliferi presenti in alcune zone del corpo (ascelle, inguine, area genitale, perianale e interglutea), le cui cause non sono ancora note. Ad ogni modo si è appurato che la malattia non si trasmette sessualmente,

non ha un'origine infettiva e non è nemmeno la conseguenza di una scarsa igiene personale. Sono stati individuati fattori di rischio implicati nella sua insorgenza:

  • Fattori ormonali: giocano un ruolo sfavorevole gli ormoni androgeni in eccesso. Infatti la sintomatologia peggiora prima dell'arrivo delle mestruazioni e migliora dopo la menopausa;
  • Fattori immunitari: si è osservata la comparsa della malattia in concomitanza con altri disturbi a carattere autoimmunitario (morbo di Crohn, artrite reumatoide);
  • Fattori genetici: il disturbo è più frequente nei soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Non devono, infine, essere sottovalutati altri elementi: obesità, fumo di sigaretta, uso di contraccettivi orali, acne, sindrome metabolica, diabete.

Sintomi e conseguenze dell'idrosadenite suppurativa

La manifestazione principale dell'idrosadenite suppurativa è la comparsa di noduli in determinate aree corporee: ascelle, inguine, genitali, zona interglutea e perianale. Inizialmente questi noduli appaiono come rigonfiamenti della pelle e il loro aspetto muta con il progredire della malattia. Da puntini cutanei di colore nero, possono trasformarsi in papule pruriginose e arrossate per poi divenire, nelle fasi avanzate, cisti

con tendenza ad ascessualizzazione. Proprio questo è il momento più critico poiché le conseguenze dell'idrosadenite suppurativa sono molto frequenti. Tra queste si contemplano:

  • Le infezioni;
  • Le cicatrici;
  • Il drenaggio linfatico ostacolato;
  • I movimenti delle braccia limitati;
  • La depressione.

Diagnosi e terapia dell'idrosadenite suppurativa

Dopo la raccolta dei dati del paziente (sintomi e storia clinica), segue la diagnosi dell'idrosadenite suppurativa che è di tipo differenziale. Si prescrivono, dunque, una serie di esami volti ad escludere la presenza di un'altra patologia che si manifesta con una sintomatologia simile. Essendo questo un disturbo incurabile, la terapia è solo sintomatica e serve a rallentarne la progressione e a limitare le complicanze. La cura varia da individuo a individuo e contempla la somministrazione di:

  • Antibiotici;
  • Corticosteroidi;
  • Contraccettivi;
  • Retinoidi;
  • Immunosoppressori.

Nei periodi di quiescenza è sempre bene adottare alcune semplici regole: indossare abiti larghi, non fumare, non usare deodoranti, perdere peso se necessario e praticare attività fisica.

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