Miocardite, quali sono i sintomi e come curarla

La patologia spesso è causa di decessi improvvisi nei giovani adulti (circa il 20%)

Con il termine miocardite si indica un'infiammazione del muscolo cardiaco. In particolare il processo infiammatorio interessa il miocardio, ovvero lo strato intermedio della parete del cuore. Dal punto di vista fisiopatologico, la malattia è caratterizzata dalle disfunzioni dei miociti dovute sia a lesioni tissutali dirette che a danni immunologici. Nella maggior parte dei pazienti l'infiammazione si risolve senza gravi conseguenze. Alcuni casi, invece, richiedono l'ospedalizzazione e un trattamento adeguato, pena l'esito fatale. Infatti, talvolta, può verificarsi la necrosi del tessuto cardiaco. La patologia può colpire soggetti di tutte le età e, poiché spesso è asintomatica, viene diagnosticata solo dopo che un giovane adulto muore inaspettatamente durante l'esercizio fisico (quasi il 20% dei decessi improvvisi).

Numerose sono le cause della miocardite. La più comune è senza ombra di dubbio un'infezione virale del muscolo cardiaco. I virus infatti, dopo aver invaso il miocardio, provocano un'attivazione del sistema immunitario che attenua la replicazione virale e protegge i miociti da eventuali lesioni. Tuttavia, alcuni componenti della reazione immune, possono contribuire allo sviluppo dell'infiammazione attaccando la miosina cardiaca. Gli agenti patogeni più pericolosi sono: l'adenovirus, l'herpesvirus umano 6, il citomegalovirus, l'Hiv, l'enterovirus e altri. Da non sottovalutare, poi, le infezioni batteriche. In soggetti affetti da difterite ad esempio, una tossina prodotta dal Corynebacterium diphtheriae è in grado di causare una forma di miocardite che rende il muscolo cardiaco flaccido e ingrossato. Altre possibili cause comprendono l'abuso di alcool, l'esposizione a metalli pesanti, sostanze chimiche e tossine e l'assunzione protratta di alcuni farmaci, in particolare chemioterapici e antipsicotici.

La sintomatologia della miocardite dipende non solo dall'effettiva infiammazione, ma anche da fenomeni secondari al processo flogistico, tra cui l'indebolimento del muscolo cardiaco. Nei casi lievi il paziente può avvertire un senso di malessere generale. L'unico segno di infiammazione potrebbe essere un risultato anomalo dell'elettrocardiogramma. I casi più gravi sono caratterizzati da manifestazioni specifiche, come: febbre, dolore toracico, aritmie, mancanza di respiro a riposo o durante l'attività fisica, ritenzione di liquidi, stanchezza e sincope. Spesso nelle 2-4 settimane precedenti la malattia, si accusano sintomi simil-influenzali quali algie articolari e muscolari, mal di gola, piressia e diarrea. Se la situazione è critica subentra insufficienza cardiaca o addirittura morte improvvisa.

La prognosi e il trattamento della miocardite variano in base alla causa scatenante, alla gravità, all'età del paziente e ai dati emodinamici. Le infezioni (virali e batteriche) si risolvono con somministrazione di farmaci diretti contro l'agente patogeno. Nella fase acuta dei soggetti sintomatici, oltre al riposo, è indicata l'assunzione di digossina e di medicinali diuretici. Inotropi e ACE inibitori sono essenziali in caso di disfunzione cardiaca. Pe tutti coloro che non rispondono alle cure convenzionali è possibile l'attuazione di un protocollo alternativo, consistente in dispositivi di assistenza ventricolare, alte dosi di vasopressori, brevi cicli di steroidi e altre molecole che riducono la risposta immunitaria.

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