Tumore al seno, così l'intelligenza artificiale prevede la sopravvivenza

Grazie ad un nuovo metodo previsionale sviluppato dall’Istituto di informatica e telematica del Cnr e basato sull'intelligenza artificiale, ora è possibile prevedere la sopravvivenza delle pazienti a cinque anni dall’asportazione del tessuto tumorale al seno

Nuove frontiere tecnologiche per la sopravvivenza al tumore al seno

Nonostante sempre più donne hanno compreso l’importanza della prevenzione, il tumore al seno è ancora oggi tra le principali cause di decesso in Europa. Con un tasso di mortalità annuo del 23,1% e un’incidenza di 92,9 donne su 100mila, è ancora una battaglia che ha bisogno di grandi sforzi per essere sconfitta, anche se rispetto a qualche anno fa, il dato percentuale sulle guarigione porta comunque numeri confortanti.

L’Istituto di informatica e telematica del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), ha pubblicato uno studio su Scientific Reports, una rivista del gruppo Nature, per portare a conoscenza di un’importante risultato ottenuto sviluppando una metodologia in grado di prevedere con estrema precisione la sopravvivenza della paziente a cinque anni dall’asportazione del tessuto tumorale. Questo grazie a nuovi algoritmi di intelligenza artificiale che, utilizzando una lista di geni marcatori e un metodo computazionale per analizzarli (ovvero risolvere con i computer, nell'ambito delle scienze applicate, problemi complessi formulabili tramite il linguaggio della matematica e raramente risolubili per via analitica ndr), hanno la capacità prevedere la sopravvivenza della paziente a 5 anni dall’asportazione del tessuto tumorale, subordinato al percorso terapeutico scelto.

Ciò è punto focale della questione, perché una volta subita l’asportazione chirurgica è necessario pianificare un percorso di cura che prevenga la recidiva e la formazione di metastasi, percorso importante tanto quanto l’asportazione stessa. Questo nuovo metodo, di cui è stata depositata la domanda di brevetto in Italia, negli Stati Uniti e nella Comunità europea, permette di fornire un contributo molto importante sul tipo di terapia da attuare dopo l’asportazione tumorale, con la possibilità di personalizzare la cura e avere quindi più alte probabilità di sopravvivenza.

I dati forniti sono estremamente confortanti: su un campione di biopsie di 2000 pazienti, le misurazioni e le analisi effettuate su un database di sequenze genetiche, grazie all’applicazione dell’intelligenza artificiale, ha portato ad una capacità di previsione superiore a quella dei metodi attualmente in uso. A spiegarlo in maniera chiara Marco Pellegrini, dirigente di ricerca del Cnr-lit. «Da un lato abbiamo attinto al sequenziamento genetico e a biomarcatori di campioni di tessuto asportato, dall’altro abbiamo inserito ed analizzato questi dati in un “predittore”, uno strumento di intelligenza artificiale basato su un nuovo algoritmo. Ciò ha consentito di raggiungere un’accuratezza di predizione dell’80% ed in alcuni casi del 90%». Parole estremamente confortanti che raccontano di un altro passo avanti della scienza sulla lotta al tumore al seno, ricordando sempre però che la prevenzione è in ogni caso il miglior alleato.

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