Sonnellino pomeridiano, la scienza conferma: "Sono i geni a chiederlo"

A scoprire che il pisolino pomeridiano è regolato geneticamente sono stati i ricercatori del Massachusetts General Hospital, in collaborazione con i colleghi dell'Università di Murcia, in Spagna

Il sonnellino pomeridiano, ovvero la famosa "pennichella" che etimologicamente deriva dalla parola latina "pendiculare" ovvero "pendere", fa bene alla salute. Un tempo era considerato solo un momento di ozio e di pigrizia, mentre oggi i suoi benefici sono stati rivalutati.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista "General Psychiatry", il pisolino fa bene alla salute mentale e migliora le abilità cognitive, come la memoria e l'attenzione. Ma gli aspetti positivi della siesta non finiscono qui, visto che è in grado di migliorare l'umore e rafforzare il sistema immunitario. Spezzare la giornata con un sonnellino fa sentire più giovani, preserva la salute del cuore e, addirittura, aiuta a prevenire l'aumento di peso.

Gli scienziati del Massachusetts General Hospital (MGH), con una ricerca pubblicata su "Nature Communications", affermano che la frequenza con cui un soggetto schiaccia un pisolino durante il giorno, se non del tutto, è in parte regolata dai suoi geni. L'indagine è stata condotta in collaborazione con i colleghi dell'Università di Murcia, in Spagna. In passato la co-autrice senior Richa Saxena, PhD presso l'MGH, aveva utilizzato enormi database di informazioni genetiche e sullo stile di vita per studiare altri aspetti del sonno. In particolare, erano stati identificati i geni associati alla durata dello stesso, all'insonnia e alla tendenza a essere mattinieri oppure nottambuli.

Nell'ultima indagine, al fine di comprendere meglio la genetica del sonno, Saxena e il suo team hanno eseguito uno studio dell'associazione genome-wide (GWAS) che prevede la scansione rapida di set completi di DNA, o genomi, di un gran numero di individui. L'obiettivo di un GWAS è quello di individuare le variazioni genetiche associate a una specifica malattia o, in tal caso, abitudine.

Per questa ricerca sono stati usati i dati della biobanca britannica che include informazioni genetiche di 452.633 persone. A tutti i partecipanti è stata posta una domanda relativa alla ricorrenza del sonno pomeridiano, ovvero "mai", "raramente", "a volte" o "di solito". Il GWAS ha individuato 123 regioni del genoma umano associate al riposo pomeridiano.

Un sottogruppo di pazienti ha poi indossato un accelerometro, ovvero monitor dell'attività in grado di fornire dati sul comportamento sedentario durante il giorno, tra gli indicatori del sonno pomeridiano. I dati hanno così potuto confermare le dichiarazioni sul riposo rilasciate in precedenza. Successivamente, gli scienziati hanno replicato in modo indipendente i risultati in un'analisi dei genomi di 541.333 soggetti, raccolti dall'azienda indipendente dedicata all'analisi genica 23andMe.

Dallo studio è emerso che il gene KSR2 gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del sonno. Inoltre, scavando più a fondo nei dati, sono stati individuati almeno tre potenziali meccanismi in grado di promuovere il sonnellino, come la propensione al sonno, la presenza di un sonno disturbato e un risveglio mattutino anticipato rispetto alle necessità degli individui stessi. Tutti comportamenti che privano dei benefici del riposo ma che una sana pennichella pomeridiana può aiutare a compensare.

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