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Bertagnolli, è triplete. Il suo oro guida l'Italia a caccia del record

Ieri 4 medaglie e sono 9: meglio del '22. Ora le 13 del '94. De Sanctis, n°1 Cip: "Ma è già record..."

Bertagnolli, è triplete. Il suo oro guida l'Italia a caccia del record
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Operazione 'Fare meglio di Pechino' completata. L'Italia alle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina va forte e, al termine della quarta giornata, il Bel Paese è al quarto posto nel medagliere con 3 ori, 5 argenti 1 bronzo. Nove podi come a Innsbruck 1988 e a Salt Lake City 2002, facendo meglio dell'edizione di quattro anni fa in Cina (7) e di Torino 2006 (8) e con le 13 medaglie di Lillehammer '94 nel mirino. Costretti a dare i numeri perché i tre ori conquistati dalla squadra italiana sono il 'best all time nostrano', eguagliano i Giochi in Austria di 38 anni fa e Giappone e USA (1998 e 2002) e fa bene il presidente del Comitato paralimpico italiano Marco Giunio De Sanctis a dire che di fatto il record di Lillehammer «per me è già battuto, conta la qualità delle medaglie, lì non c'era un oro, ma argenti e bronzi e qui non è finita...».

Un bottino, quello azzurro, in cui lo sci alpino si conferma il riferimento. Azzurri in grande spolvero nella supercombinata: una manche in superG e una in slalom da gestire. In questa che è una vera e propria arte Giacomo Bertagnolli ha completato il tris fra gli ipovedenti. Dopo aver conquistato il bronzo nella discesa e l'argento nel superG, ecco l'oro. «Finalmente è arrivato l'oro, ci siamo tolti un peso. Non ho vissuto bene la gara, in partenza avevo i battiti e devo fare i conti con dolori al ginocchio. Siamo arrivati però in fondo e adesso è tutta discesa», le sue emozioni. Titolo paralimpico confermato 4 anni dopo nella specialità e bilancio personale portato a 11 top-3 (5-4-2). Chance per arricchire ce ne saranno anche in gigante e slalom, come anche per Chiara Mazzel (categoria ipovedenti), Federico Pelizzari (categoria standing) e René De Silvestro (categoria sitting), d'argento ieri in supercombinata. La 29enne trentina è stata preceduta solo dall'austriaca Aigner (+3'06), 5ª Martina Vozza (+8'76). Grande consistenza tra gli standing: la piazza d'onore di Pelizzari (oro del francese Bauchet), è stata accompagnata dal 5° posto di Davide Bandotti e dal 6° di Luca Palla. Digiuno interrotto anche dal portabandiera René De Silvestro.

Dopo i quarti posti in discesa e in superG, «avevo dentro una rabbia incredibile» si è sbloccato nella supercombinata con il miglior tempo in slalom che gli ha permesso anche di flirtare col metallo più pregiato, distante 011 e conquistato dall'olandese Kampschreur. Poker di podi, dunque, e record di 13 medaglie di Lillehammer '94 (7 argenti e 6 bronzi) non più suggestione.

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