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Mazzel e Bertagnolli subito a medaglia

Sci ipovedenti, argento per Chiara, bronzo per Giacomo

Mazzel e Bertagnolli subito a medaglia
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Sull’Olympia delle Tofane la neve continua a raccontare storie di coraggio e velocità.
L’Italia ha iniziato il suo cammino alle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 conquistando subito due medaglie ieri nella discesa della categoria visually impaired dello sci alpino: l’argento di Chiara Mazzel e il bronzo di Giacomo Bertagnolli. Due risultati che raccontano percorsi personali diversi ma uniti dalla capacità di trasformare un limite in una nuova forma di forza. Per Mazzel, 29 anni e portabandiera azzurra ai Giochi, la gara di Cortina aveva un significato speciale. Guidata da Nicola Cotti Cottini, la sciatrice trentina ha affrontato la pista con grande determinazione, trovando il giusto equilibrio tra aggressività e controllo su un tracciato molto tecnico. Il suo tempo l’ha lasciata a soli 48 centesimi dall’oro, conquistato dall’austriaca Veronika Aigner, mentre il bronzo è andato alla slovacca Alexandra Rexova. Prima medaglia paralimpica per Mazzel, ma un po’ di rammarico c’è: “Ho dato tutto quello che avevo. Un secondino di troppo, ma va bene così”.
Donna determinata Chiara: a 18 anni scopre di avere un glaucoma, che nel giro di poco tempo le compromette quasi completamente la vista. Dopo un periodo di chiusura e smarrimento, lo sport diventa la svolta e lo sci il suo rifugio. Poco dopo è arrivata la medaglia Bertagnolli, anch’egli trentino doc. Guidato da Andrea Ravelli, è arrivato con il tempo di 1:18.64, alle spalle dell’austriaco Johannes Aigner e del canadese Kalle Ericsson. Per Giacomo, nato con un’atrofia del nervo ottico e cresciuto sugli sci in Val di Fiemme, si tratta della nona medaglia paralimpica dopo i successi ottenuti tra PyeongChang 2018 e Pechino 2022. “Contento per il bronzo, ma puntavo all’oro”, ha ammesso. Ma cosa più importante: “Far conoscere il più possibile il nostro sport, quello che facciamo, il coraggio e la grinta che ci mettiamo ogni giorno”. Una vetrina i Giochi, adombrata però dalle tensioni politiche della vigilia per la presenza di russi e bielorussi con la loro bandiera e inno.
“L’IPC ha mortificato il valore della Tregua Olimpica, mancando di rispetto a una nazione invasa e devastata come l’Ucraina e al suo popolo sofferente”, ha tuonato il ministro dello Sport, Andrea Abodi.

E le parole dell’ucraina Oleksandra Kononova, oro nel para biathlon sprint a Tesero, sono significative: “Vorrei dedicare la mia vittoria a tutto il popolo e all'esercito ucraino perché siamo in guerra e l'Ucraina sta combattendo". Dediche e pensieri in un momento in cui si vorrebbe che le lacrime si trasformassero in sorrisi.

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