Un investimento complessivo di quasi 650 milioni di euro, di cui 120 cofinanziati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con interventi di riqualificazione in dieci stazioni situate nelle principali aree olimpiche di Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto. Sono questi alcuni dei principali interventi del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina che si apriranno ufficialmente il 6 febbraio e durante le quali si prevedono flussi "superiori ai 100mila passeggeri".
Un impegno - spiega Giuseppe Inchingolo, chief corporate affairs, communication & sustainability officer gruppo Fs Italiane - durante un sopralluogo con i giornalisti nei territori interessati - che ha un duplice obiettivo. Da una parte, garantire in maniera sostenibile a cittadini, visitatori e atleti la massima accessibilità ai luoghi di gara e ai territori coinvolti, assicurando efficienza, sicurezza e qualità dell'esperienza di viaggio. Dall'altra lasciare in eredità ai territori montani di Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige una rete ferroviaria e stradale potenziata e stazioni con un nuovo look. "Non solo abbiamo sostenuto le Olimpiadi di Milano-Cortina con una sponsorizzazione importante, abbiamo sostenuto tutto il sistema Paese", spiega Inchingolo. Dal punto di vista degli investimenti, nel dettaglio ci sono 341 milioni in Lombardia e 303 milioni tra Veneto e Trentino". Un piano a cui il gruppo ha iniziato a lavorare nel 2022, anche se, aggiunge il Inchingolo, "l'impulso dato dall'ad Stefano Donnarumma nell'ultimo anno e mezzo per la realizzazione delle opere è stato determinante".
Insomma, un investimento pensato per rilanciare le città che ospitano i Giochi olimpici, proprio come accade con Torino esattamente venti anni fa. Quello che è visibile oggi - ripete Inchingolo durante un'intervista a cui era presente anche l'ex campione di sci Kristian Ghedina, ampezzano doc - deve rimanere anche domani. "Stiamo lavorando alla riqualificazione di numerose stazioni e al potenziamento della rete ferroviaria in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, con interventi che migliorano l’accessibilità, la qualità degli spazi e la resilienza dell’infrastruttura nel lungo periodo". Una rete ferroviaria "più accessibile, efficiente e sostenibile diventerà così un patrimonio permanente per le regioni interessate e per tutto il Paese, contribuendo alla crescita e alla qualità della vita delle generazioni future". Tutto quello che è stato fatto, aggiunge, rientra nelle prerogative del ruolo di Mobility premium partner dei Giochi olimpici che rappresenta per il Gruppo Fs "un impegno di natura strategica" che "si inserisce pienamente nell’attuazione del Piano Strategico 2025-2029 del Gruppo", orientato al "rafforzamento di un sistema di trasporti moderno, integrato e sostenibile e alla promozione dell’utilizzo del trasporto ferroviario".
Grazie a un investimento complessivo di circa 650 milioni di euro, di cui 120 cofinanziati dal Mit, Rete ferroviaria italiana - la società del Gruppo Fs che gestisce l'infrastruttura - è intervenuta su dieci stazioni situate nelle principali aree olimpiche. In Lombardia sono programmati 341 milioni di euro per efficientamento delle stazioni, nuove aree di sosta per i treni, interventi di accessibilità e restyling, soppressione di passaggi a livello e manutenzione straordinaria delle tratte più sensibili. Tra Veneto e Trentino Alto Adige si aggiungono 303 milioni di euro destinati a interventi di accessibilità, riqualificazione, videosorveglianza ed elettrificazione dei tratti strategici. L’obiettivo è rafforzare la continuità dei collegamenti verso le sedi di gara e rendere più robusto il sistema di mobilità in aree che, durante i Giochi, saranno attraversate da flussi eccezionali ma che, anche dopo, beneficeranno di una rete più moderna e più sicura.
Nel complesso, spiega Inchingolo, Trenitalia "si prepara a gestire flussi superiori ai 100mila passeggeri". Per i quali sarà centrale l’organizzazione operativa all’interno delle stazioni, che in occasione dell'evento assumeranno il ruolo di veri e propri hub di gestione. Non si tratta più soltanto di luoghi di transito, ma di spazi in cui si concentrano funzioni fondamentali come l’assistenza ai passeggeri, la diffusione delle informazioni, l’indirizzamento dei flussi e il coordinamento tra diverse modalità di trasporto. Sono previsti due hub di interscambio nelle stazioni di Tirano e Ponte delle Alpi, nodi strategici per il passaggio dal treno agli autobus diretti verso le mete olimpiche. Si tratta di soluzioni operative pensate per rendere il cambio di mezzo più semplice, guidato e veloce, riducendo il rischio di disorientamento e congestione e migliorando l’esperienza complessiva di viaggio.
Ecco il dettaglio delle stazioni riqualificate:
Stazione di Ponte nelle Alpi. Il progetto ha previsto il restyling del sottopasso, la riorganizzazione del piazzale della stazione con una maggiore attenzione alla pedonalità e all’intermodalità, la riqualificazione delle pensiline e l’ampliamento dell’edificio storico con l’utilizzo di materiali sostenibili e nuovi spazi dedicati al comfort dei passeggeri. È stato prolungato il sottopasso per collegare le due parti della città finora separate dai binari, sono stati installati nuovi ascensori sulle banchine e realizzati percorsi tattili per l’orientamento delle persone ipovedenti. L’ampliamento della stazione è stato progettato secondo criteri di sostenibilità, con strutture in legno a secco e impianti ad alta efficienza energetica, in linea con lo standard Nearly Zero Energy Building, e ha ottenuto la certificazione internazionale Envision per la fase di progettazione.
Stazione di Belluno. Il progetto ha riguardato il restyling del fabbricato di stazione con interventi di adeguamento sismico e la creazione di nuovi spazi per aumentare il comfort dei passeggeri, la riqualificazione del sottopasso e la trasformazione dell’ex bocciodromo in una ciclostazione per incentivare l’uso della bicicletta. Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità, con la realizzazione di nuovi ascensori in banchina e sui due fronti della stazione, l’innalzamento dei marciapiedi per facilitare l’accesso ai treni e il completamento dei percorsi tattili per le persone ipovedenti.
Stazione di Feltre. Il progetto ha previsto la riorganizzazione del piazzale della stazione con un aumento delle aree pedonali e migliori collegamenti per i mezzi pubblici e privati, il restyling del fabbricato di stazione con interventi strutturali sull’edificio storico soggetto a vincolo architettonico per renderlo più sicuro e funzionale e il potenziamento dell’illuminazione pubblica.
Stazione di Longarone. Le opere comprendono la realizzazione di nuove pensiline e il restyling di quella esistente, la costruzione di un nuovo sottopasso per garantire collegamenti più rapidi e sicuri, l’innalzamento dei marciapiedi per facilitare l’accesso ai treni e la realizzazione di percorsi tattili per l’orientamento delle persone ipovedenti. È stato realizzato un nuovo binario e un nuovo marciapiede, con l’obiettivo di potenziare la funzionalità complessiva della stazione.
Stazione di Trento. Il progetto ha previsto il restauro e il restyling del fabbricato di stazione, il recupero delle pensiline storiche e la riqualificazione delle coperture lato città, la riorganizzazione di piazza Dante con nuovi spazi pedonali e la riqualificazione di piazzetta Manzoni e piazzetta Foti Martini. Sono stati realizzati un nuovo terminal bus in via Segantini, una nuova ciclostazione e la riqualificazione dei tre sottopassi. Il miglioramento dell’accessibilità è garantito dall’innalzamento dei marciapiedi, dall’installazione di nuovi ascensori e dal completamento dei percorsi tattili per le persone ipovedenti.
Stazione di Colico. Le opere hanno riguardato il restyling dell’edificio di stazione con nuovi spazi dedicati al comfort dei viaggiatori, la riqualificazione del sottopasso e la riorganizzazione del piazzale della stazione per favorire la pedonalità e l’interscambio tra i diversi mezzi di trasporto. Il miglioramento dell’accessibilità è stato assicurato dall’installazione di nuovi ascensori sulle banchine e sul piazzale, dalla ripavimentazione dei marciapiedi e dalla realizzazione di nuovi percorsi tattili.
Stazione di Morbegno. Gli interventi hanno migliorato l’accessibilità e il comfort dei viaggiatori attraverso l’innalzamento del marciapiede uno, la realizzazione di nuovi percorsi tattili per le persone ipovedenti, il restyling del sottopasso e della pensilina del marciapiede uno e la riqualificazione dell’edificio di stazione con nuovi spazi dedicati ai passeggeri. È stato riorganizzato il piazzale della stazione per favorire la pedonalità e l’intermodalità.
Stazione di Sondrio. Gli interventi hanno compreso il restyling del sottopasso, l’adeguamento sismico e la riqualificazione dell’edificio di stazione con nuovi spazi più confortevoli per i viaggiatori, la riorganizzazione di piazzale della stazione a favore della pedonalità e dell’interscambio e la realizzazione di una nuova postazione della Polizia Ferroviaria.
Stazione di Lecco. Il progetto ha previsto il restyling del sottopasso, il recupero delle pensiline storiche, la riqualificazione del fabbricato di stazione con interventi di adeguamento sismico e nuovi spazi per i passeggeri e la riorganizzazione del piazzale con aree pedonali dedicate e una nuova ciclostazione coperta. L’accessibilità è stata migliorata grazie all’installazione di nuovi ascensori sui marciapiedi 2 e 3, alla sostituzione di quelli esistenti, all’innalzamento dei marciapiedi, al prolungamento delle pensiline e al completamento dei percorsi tattili per le persone ipovedenti.
Stazione di Tirano. Le opere hanno previsto la riqualificazione del sottopasso, il restyling del fabbricato di stazione con spazi più moderni e confortevoli, la riorganizzazione del piazzale e dei parcheggi con un aumento delle aree pedonali e migliori collegamenti con autobus e altri mezzi di trasporto.