Dopo 54 anni è ripartita la “corsa” verso la Luna: la missione Artemis II segna un momento storico e un enorme passo avanti grazie anche alla tecnologia oggi molto più avanzata rispetto a mezzo secolo fa. L’Italia deve essere orgogliosa dal momento che, nel progetto, c’è una parte importante del nostro Paese con i moduli Mph.
Di cosa si tratta
Con l’acronimo Multi-Purpose Habitat si indica un modulo abitativo pressurizzato progettato da Thales Alenia Space (joint venture tra Thales e Leonardo) in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). In pratica, la “casa” degli astronauti avrà anche il marchio del Made in Italy. La struttura sarà di forma cilindrica ed è in fase di studio presso la Thales Alenia Space Italia.
I dettagli del progetto
Nel dettaglio, questo progetto potrà ospitare gli astronauti durante le missioni nel Polo sud lunare, garantendo una completa protezione dalle radiazioni e dalle estreme escursioni termiche. Potrà operare sia con l’equipaggio ma anche in maniera autonoma. Il modulo cilindrico sarà simile a quelli già utilizzati dalla Stazione Spaziale Internazionale con un diametro di circa tre metri di diametro per sette metri di lunghezza, diviso internamente in zone per la vita e la ricerca.
Questa tecnologia consentirà di ospitare, inizialmente, due astronauti per una durata che va dai 7 ai 28 giorni, evolvendo per soggiorni più lunghi e sostenendo una presenza umana permanente. Sarà anche possibile, dalla Luna, effettuare dei test anche per Marte.
L’orgoglio di Urso
Questa intesa, dunque, farà in modo che le imprese italiane costruiscano il primo modulo abitativo sulla Luna con un ruolo sempre più centrale dell’Italia nel programma Artemis. Il modulo sarà costruito nel distretto aerospaziale di Torino.
“È un riconoscimento importante per l’Italia e per le nostre imprese che saranno chiamate a realizzare i moduli abitativi destinati a consentire una presenza sicura e prolungata degli astronauti sulla Luna”, ha spiegato il ministro per l’industria e Made in Italy, Adolfo Urso, da Washington.
Europa protagonista
Anche l'Europa è in prima linea per il ritorno sulla Luna, come ha dichiarato il direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, a poche ore dal lancio. "Ci troviamo sulla soglia di un ritorno storico: l'umanità si dirige nuovamente verso la Luna, più di mezzo secolo dopo Apollo 17.
La Nasa scriverà di nuovo la storia, ma questa volta la missione Artemis è un'impresa veramente internazionale e l'Europa ha un ruolo centrale", ha detto riferendosi al fatto che il modulo della navetta Orion che assicura agli astronauti i sistemi vistali è stato realizzato dall'Esa e da industria europee."L'Esa - ha proseguito Aschbacher - è orgogliosa di essere un partner fondamentale della Nasa e, Fornendo il Modulo di Servizio Europeo (Esm), non si limita a rendere possibile questa missione, ma la alimenta".