Si difende dalle insinuazioni contenute in un articolo uscito in questi giorni online e che ritiene ingiustamente infamante e contro il quale ieri mattina ha sporto formale denuncia in questura Giuseppe Camardi, segretario generale provinciale per Milano e vice segretario nazionale del sindacato della polizia di stato FSP (Federazione sindacale di polizia). Tutto nasce dalla raccolta fondi iniziata dal sindacato per Carmelo Cinturrino, l'assistente capo del commissariato "Mecenate" accusato di omicidio volontario per aver ucciso a Rogoredo Abderraim Mansourie il 26 gennaio. Il sindacato infatti aveva chiesto a chi voleva contribuire al pagamento delle spese legali del collega, allora solo indagato, di versare delle donazioni attraverso la piattaforma "GoFoundMe". La raccolta, aperta l'1 febbraio, era stata chiusa dalla stessa piattaforma circa 15 ore più tardi perché si erano accorti che il loro regolamento interno vieta "la difesa legale di reati violenti, incluso l'omicidio". Nel giro di una settimana e su sollecitazione dello stesso Camardi, "GoFoundMe" aveva restituito il denaro a chi lo aveva versato.
"Abbiamo riaperto un'altra raccolta il 5 febbraio con un conto online della banca Revolut, intestato a me per motivi pratici - spiega Camardi davanti al suo legale, Massimo Del Confetto -: per intestarlo infatti alla segreteria del sindacato in quanto entità giuridica bisognava radunare la segreteria nazionale e la tempistica si sarebbe allungata. Dopo l'arresto del collega, lunedì 23, alle 20.50 della stessa sera avevamo già restituito tutto il denaro ai donatori".