Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Pierfrancesco Majorino, probabile candidato governatore del centrosinistra, ha promesso che se il presidente Usa Donald Trump deciderà di venire a Milano per la finale olimpica dell'hockey, organizzerà qualcosa per manifestare tutta la sua contrarietà. Assicurando che lo farà in modo pacifico, ma incisivo. Molto meno pacifici saranno i centri sociali che hanno promesso robuste manifestazioni di protesta. E si sa bene come va a finire con quei bravi ragazzi sono queste: la città vandalizzata, i poliziotti feriti in ospedale, ben pochi i violenti arrestati e purtroppo nessuno che sconti la benché minima pena. Tutto ciò senza che evidentemente il presidente Trump sia costretto a mostrare il benché minimo turbamento. Dopodiché sia chiaro che manifestare entro i limiti della legge un dissenso è assolutamente legittimo e anzi auspicabile per rendere più ricca la nostra vita democratica. Ma non ci si può esimere dal porgere ancora una volta le condoglianze a una sinistra rimasta ancora volta orfana della realtà fantasiosa raccontata agli italiani per invitarli a non votare Giorgia Meloni: quella di un'Italia isolata da mondo, evitata come la peste dai grandi, priva di qualunque relazione internazionale e lasciata sola come un'orfanella.
Previsione più farlocca di quelle delle fattucchiere di Brera, perché da quando Meloni è premier, si vede un pellegrinaggio continuo verso l'Italia e una gara a invitarla all'estero. E ora dopo il vice Vance, perfino Trump potrebbe atterrare a Milano. Comprensibile il rancore a sinistra.