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Soltanto gli artisti dilettanti bevono in cerca d'ispirazione

Thomas Mann spiega come si lavora a un romanzo. Niente alcol, molto sonno e tanta buona musica

Soltanto gli artisti dilettanti bevono in cerca d'ispirazione

È del tutto contrario alla mia abitudine assumere alcolici prima o durante il lavoro. Tuttavia ciò è avvenuto un paio di volte. Anche se da tanto lavoro solo il mattino, anni fa ho scritto un racconto la sera, con l'aiuto di un bicchiere di cognac. Si nota. Inoltre, una volta, poiché dovevo assolutamente rispettare una scadenza (sono terribili, queste scadenze) nel pomeriggio, ho fatto ricorso a mezza bottiglia di champagne, che mi ha realmente trattenuto alla scrivania fino alla conclusione del racconto. Ma ha agito non tanto da stimolo quanto da calmante. Il vino ha paralizzato la mia impazienza e il mio fastidio, mi ha immobilizzato e mi ha impedito di scappare. Tutto qui.

In generale, non confido minimamente nella ispirazione per mezzo dell'alcol: non ci credo. Il fatto che diversi grandi poeti siano stati dei bevitori non mi prova nulla. Infatti quasi tutto ciò che è grande esiste nonostante l'angoscia e il dolore, la povertà, l'abbandono, la debolezza fisica, il vizio, la passione e mille ostacoli, perciò credo che quei poeti abbiano realizzato le loro imprese non con l'alcol, ma nonostante l'alcol.

Capisco poco lo stato d'ebbrezza fisica e quindi, credo, non mi trovo in cattiva compagnia. Si può pensare Wagner tra i fumi del vino quando creò l'opera più inebriante e mortale, il Tristano? Si può immaginare Ibsen, che medita sul Solness, un po' brillo?

Io, persona modesta, bevo un bicchiere di birra chiara ogni giorno a cena, e la mia reazione a questo quarto e mezzo è così forte da cambiare il mio stato d'animo. Mi procura pace, distensione e comodità, un sentimento di "È fatta" e di "Oh, come sto bene stasera!" uno stato da desiderare nell'intimo, uno stato che saltuariamente forse porta anche un'idea utile, ma è uno stato che è l'esatto contrario di quello del lavoro, della lotta e della conquista. Non credo che l'alcol crei uno stato d'animo creativo; non credo nello stato d'animo creativo che determina; non credo molto nello stato d'animo creativo in generale. Ciò che viene chiamato così mi sembra essere qualcosa di alquanto dilettantesco, qualcosa che ha poco a che fare con la vera creatività. Uno stato in cui le inibizioni sono disattivate, l'autocritica è stordita e in cui la buona attitudine artistica sarebbe messa in discussione uno stato sconsiderato e frenetico di apparente onnipotenza e di illusoria facilità sarebbe per me altamente sospetto. Chi fa affidamento su di esso, chi si sente a suo agio così, non è, a mio giudizio, un artista. Uno stato d'animo creativo non è destato dall'ubriachezza, esso è originato dal riposo, dalla freschezza, dal lavoro quotidiano, dalle passeggiate, dall'aria pura, da poche persone, da buoni libri, da pace, pace

Per scrivere c'è bisogno di sonno e sigarette? Una volta ho composto un testo. Era un toccante scritto, intitolato Dolce sonno!, incluso nella raccolta di saggi Rede und Antwort e, per ragioni naturali, tra tutto ciò che ho mai presentato con franchezza, è quello che ha trovato più ammiratori. In risposta, per motivi di economia, vorrei rimandare a questo articolo; infatti, presupponendone la conoscenza, non è richiesta maggiore garanzia che il suo autore intrattenga un rapporto cordiale con il sonno. Credo infatti che la piccola composizione possieda la qualità di stabilire un rapporto cordiale anche con il lettore con ciò si sarebbe pronunciato il verdetto per ogni altra opera di letteratura d'intrattenimento, ma questa, in una particolare eccezione, sarebbe detta la migliore.

Come tutte le mie prove letterarie e di critica, il saggio è stato messo per esteso nelle ore del mattino, tra le 9 e le 12 e, poiché è riuscito in modo così eccellente, posso presumere di aver dormito bene e a sufficienza prima. Poiché un sonno breve e di scarsa qualità ha quasi sempre effetti negativi sulla mia tensione nervosa nelle ore : sonno cattivo con certezza fatale, sonno breve non necessariamente. Tutti sanno che "un po', ma sano e buono" del nobile von Stolzing ha i suoi vantaggi, e che a volte dopo un sonno insolitamente breve non è chiaro perché proprio in questa occasione a volte si va al lavoro particolarmente freschi, allegri e riposati. Ma solo una volta! Perché per diverse notti di fila andare a letto tardi significa per me finire in uno stato di insufficienza, che è la cosa più ripugnante al mondo. Per le nature mattutine, la vita è, nel senso più semplice, un processo di logoramento. Sono fresco fin dal primo mattino, mi sfinisco nel corso della giornata fino a una onesta stanchezza la sera e socialmente attivo fino a notte inoltrata.

Serate, teatro, musica, luci, vino, conversazioni, significano, per quanto poco tali cose siano evitabili e per quanto poco la mia filantropia e la mia curiosità vogliano evitarle, un accumulo artificiale ed eccessivo di debiti che si paga il giorno dopo e, in nome di Dio, che si paghi! In fondo, il peccato appartiene all'economia morale. La vita offre stimoli in quantità; sono per lo più distrazioni e hanno un carattere oppositivo. Il significato che il cristiano associa alla parola "mondo" mi si è dischiuso sempre più negli anni e ho imparato a capire l'affermazione di Goethe per cui, se una volta qualcuno ha compiuto qualcosa di buono, il mondo farà di tutto per impedire che di nuovo gli accada qualcosa di simile. Dare al mondo il suo e, al contempo, proteggersi in modo accettabile da esso è un'arte che va appresa.

L'abilità di dire di no in maniera naturale e quindi non offensiva deve essere unita con quell'affabilità che per esempio oh, si figuri ci spinge, di tanto in tanto, a rispondere con garbo alle domande della rispettabile stampa.

Fumo un po' mentre sono al lavoro e magari mangio anche qualcosa.

Non sono mai stato uno sportivo, ma devo mantenermi in movimento e mi piace molto guidare per il paese in un'auto decappottabile. In ambito artistico il modo più efficace per stimolare il mio desiderio produttivo è l'ascolto delle sfumature di una buona e intelligente musica.

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