Sopresa: l'Italia è terza in Europa per la produzione di energia eolica

Un convegno dell'Aper fotografa la crescita dello sfruttamento del vento come fonte: siamo dietro soltanto la Germania e la Spagna, con 4845 MegaWatt nel 2009. E agli italiani le pale non dispiacciono affatto: le trovano moderne e suggestive e non guastano il paesaggio

L'Italia medaglia di bronzo nel campionato europeo dell'eolico. Il nostro Paese nel 2009 è salito al terzo posto nel continente nello sfruttamento del vento come fonte energetica, alle spalle di Germania e Spagna, con 4845 Megawatt di potenza complessiva installata, dei quali oltre 1100 installati nel 2009, con un aumento del 30 per cento rispetto al 2008), e 6,7 TWh di energia elettrica prodotta dal vento. È quanto è emerso dal convegno «Agli Italiani piace eolica» svoltosi a Roma, promosso da Aper GrandEolico, il gruppo di lavoro nato in seno all'Associazione delle aziende produttrici di energie rinnovabili.
Dal rapporto sull'energia del vento in Italia elaborato dall'Aper emerge che le regioni con una maggiore presenza di impianti si confermano la Puglia con 1158 MW e la Sicilia con 1116 MW, regione che si distingue per un tasso di crescita di circa 41 per cento rispetto al 2008. Nel quadro del convegno è stata presentata anche una ricerca condotta dall'Ispo di Renato Mannheimer, da cui risulta che l'80 per cento degli italiani si mostra favorevole all'opportunità di sviluppare l'energia del vento nel nostro Paese, e il 75 per cento ritiene che l'eolico possa essere volano di innovazione per l'Italia. «I dati che sono emersi dalla ricerca - dichiara Paolo Guaitamacchi di Aper - sono confortanti e sostengono il nostro impegno a rafforzare la conoscenza e le informazioni sull'energia eolica, che rappresenta una delle poche fonti di energia davvero pulite». «Il dato di crescita - ha affermato Carlo Durante di APER GrandEolico - associato alle informazioni derivanti dalla ricerca, è notevole: si conferma come l'eolico sia realmente simbolo di modernità e progresso. Politici e funzionari pubblici devono sentirsi confortati da questi dati: la scelta di investire sull'eolico è apprezzata dal largo pubblico».
Tra le altre cose, dalla ricerca Ispo emerge che gli italiani si ritengono informati sull'eolico (l'87 per cento degli intervistati la conosce, seconda tra le energie rinnovabili dopo quella solare). Anche se la maggioranza del campione è consapevole dell'assenza di rischi per la salute (61 per cento), dallo studio emerge che c'è ancora poca informazione su molti temi fondamentali, come la resa energetica di un impianto, o la conoscenza delle direttive europee in materia di rinnovabili. Inoltre tra la popolazione circolano informazioni spesso imprecise se non addirittura inesatte, come ad esempio la credenza che gli impianti eolici non funzionino bene perché sono spesso fermi, o che i parchi presenti in Italia godano di incentivi e finanziamenti da parte della Ue. Dallo studio emerge che oltre il 60 per cento della popolazione ha visto un parco eolico e chi ha avuto questa esperienza, ne ha avuto un'impressione positiva. Infatti la maggioranza considera gli impianti visti «moderni» (85 per cento) e «suggestivi» (58 per cento) e non ritiene né che possano «rovinare il paesaggio» (69 per cento) né che «siano rumorosi» (65 per cento). Tra chi abita nelle vicinanze di un impianto si ridimensionano leggermente le impressioni positive, che rimangono, comunque, condivise dalla maggioranza degli intervistati (il 75 per cento, ad esempio, pensa siano moderni).
Al convegno, moderato da Bruno Vespa, hanno partecipato Luciano Barra, del ministero dello Sviluppo Economico, Ermete Realacci, responsabile «green economy» del Pd, Vincenzo Boccia, presidente Piccola industria di Confindustria, Pieraldo Isolani, responsabile energia di Adiconsum e Manuela Algeri, esperta di diritto ambientale della rappresentanza italiana alla Commissione europea.

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