Diletta Leotta: "Ambulanze sotto ​le nostre case, gli italiani fanno la loro parte"

Il tabloid inglese ha intervistato la conduttrice sportiva che ha raccontato come l’Italia e gli italiani stiano affrontando l’emergenza dovuta al coronavirus

L’interesse dei media inglesi sulla situazione di emergenza sanitaria che il nostro Paese sta vivendo da settimane è crescente. I tabloid britannici dedicano ampio spazio a quanto sta succedendo in Italia dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19. Per testare il polso della situazione da un punto di vista giornalistico, il quotidiano The Sun ha voluto intervistare la conduttrice sportiva Diletta Leotta, che ha raccontato come sta vivendo la sua quarantena.

La bella inviata sportiva di Dazn ha spiegato cosa sta succedendo in Italia dopo che il Governo ha imposto la quarantena forzata a milioni di cittadini per frenare la diffusione dei contagi. "Sentiamo sirene delle ambulanze dall'alba al tramonto – ha raccontato Diletta Leotta al The Sune per ora, dobbiamo tutti pensare alla nostra e alla sicurezza di tutti. Ci riusciremo se tutti faranno la loro parte. Come i calciatori sul campo, tutti abbiamo un ruolo da svolgere e il nostro successo dipenderà da come ci esibiamo in squadra". La presentatrice siciliana non ha nascosto i suoi timori, su un possibile contagio, dopo la vacanza a Courmayer fatta poco prima dell’inizio della quarantena: "Non ho mai avuto febbre, tosse o problemi respiratori, quindi non sono stato controllato".

Diletta Leotta ha svelato di essere in quarantena nella sua città di adozione, Milano, chiusa – da sola (ma in realtà con il suo compagno, il pugile Daniele Scardina) - da settimane nel suo appartamento a CitiLife. Al quotidiano inglese ha raccontato come, grazie allo smart working, stia continuando a lavorare in radio e con Dazn anche in questo difficile momento. La Leotta ha anche confessato di dedicarsi alla cucina e all’allenamento, ma di sentire la mancanza del calcio e delle partite. Non si è trattenuta, però, nel lanciare una frecciatina alle autorità italiane che, secondo lei, avrebbero dovuto sospendere i campionati prima: "Penso che i giochi dovevano essere sospesi prima, ma purtroppo è molto più facile giudicare con il senno di poi. Ora, però, i calciatori possono diffondere il messaggio di "rimanere a casa" ed evitare uno stretto contatto con altre persone. È l'unico modo per vincere questa guerra contro il virus".

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.