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Il film del weekend: "Thor: The Dark World"

Un action fantasy godibile, creato su misura per il divertimento dei fan del mondo Marvel

Il film del weekend: "Thor: The Dark World"

Il secondo film della saga dedicata al principe di Asgard, l'atteso "Thor: The Dark World", riprende dalle vicende narrate nel campione d'incassi “The Avengers”.

Il fratellastro Loki (Tom Hiddleston) è oramai in prigione, mentre Thor (Chris Hemsworth) sta ultimando di ristabilire la pace tra i Nove Regni. La sua amata Jane Foster (Natalie Porman), nel frattempo, è stata contaminata da una forza oscura nascosta in una faglia dimensionale ed è diventata il bersaglio degli elfi oscuri, un popolo malvagio che ha in progetto di far ripiombare l’universo nelle tenebre. Per sconfiggerli il Dio del Tuono avrà bisogno di dare fiducia al più improbabile degli alleati: Loki.

Fatta eccezione per un prologo dalla narrazione fitta e complicata, "Thor: The Dark World" ha una trama lineare e non molto originale. Eppure, a decretare la piacevolezza di questo prodotto d'intrattenimento sono la creatività e la tecnica messe in campo per renderlo così visivamente allettante. Molto si deve al cambio di regia: rispetto al primo film, quello firmato da Kenneth Branagh, questo ha una costruzione più magnificente e una sontuosità di dettagli che richiama l'ottimo serial "Il trono di spade" dalla cui direzione proviene il nuovo regista, Alan Taylor. L'azione, sempre molto ritmata, ha luogo in un'atmosfera dall'epicità sinistra e cupa. A una prima parte segnata da un avvenimento luttuoso molto importante, un vero e proprio dramma familiare, segue un secondo tempo più frivolo e ironico. Peccato che qua e là qualcosa non funzioni; ad esempio, la poco credibile storia d'amore tra Thor e l'astrofisica interpretata da Natalie Portman, un personaggio piuttosto respingente e dal romanticismo gelido.

Quanto al cattivo di turno, Malekith (Christopher Eccleston), è solo una maschera di brutalità cui mancano completamente personalità e sfumature. Durante tutto il film, il protagonista, Thor, mostra una prestanza fisica senza pari ed è indaffarato a farsi largo tra i mondi col suo martello incantato, ma qualcuno è pronto a surclassarlo in termini di fascino: Loki, l'unico rappresentato come dotato di sottigliezza psicologica e di tormento byroniano. In lui, stavolta, la bramosia di potere cede il passo all'amore per la madre adottiva, Frigga (Rene Russo). Un tanto carismatico, elegante e mefistofelico signore degli inganni forse meriterà, un giorno, uno spin-off. Il resto dei comprimari è assai vario: si va dall'indimenticabile guardiano di Asgard, Heimdall (Idris Elba), alla petulante e inutilmente comica stagista di Jane, Darcy Lewis (Kat Dennings). Riguardo ad Anthony Hopkins, nei panni di Odino fa il minimo sindacale. In linea di massima, "Thor: The Dark World" è uno spettacolo ben orchestrato che ha il suo acuto finale nel combattimento a cavallo delle dimensioni spazio-temporali e presenta molte similitudini non solo con altre pellicole del genere superoistico, ma anche più prettamente fantascientifico. Come solitamente avviene nei film Marvel, durante i titoli di coda sono in agguato altri finali che, per la gioia dei fan, lasciano sbirciare accadimenti futuri.

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