"Green pass scaduto". E l'hotel di Venezia respinge John Malkovich

L'attore americano, in Laguna per le riprese della serie Ripley, è stato costretto a trovare un alloggio privato dopo il rifiuto dell'hotel Danieli. Intanto sul set i contagi per il Covid si moltiplicano

"Il green pass è scaduto". E l'hotel di Venezia respinge John Malkovich

Senza green pass non si entra, neppure se ti chiami John Malkovich. L'attore, approdato in Laguna per girare la serie televisiva Ripley - fiction ispirata ai romanzi di Patricia Highsmith sul personaggio di Tom Ripley - è stato rimbalzato dall'hotel dove avrebbe dovuto alloggiare per colpa del green pass scaduto.

All'hotel Danieli, storico edificio affacciato sul bacino di San Marco che appartiere al gruppo Marriott, non hanno fatto sconti al divo di Hollywood, che nell'albergo aveva una suite extralusso prenotata da settimane. Quando i suoi documenti sono stati controllati all'arrivo, il suo green pass è risultato scaduto e la direzione dell'hotel non ha potuto fare altro che negare il soggiorno all'attore.

Il contrattempo, però, non ha impedito a John Malkovich di rimanere a Venezia per concludere le riprese televisive. Come riporta il Gazzettino, mentre l'attore ingannava l'attesa facendo spese in un negozio, la produzione è riuscita a sistemarlo in un'abitazione privata poco distante da piazza San Marco. Ma il green pass scaduto di Malkovich non è stato l'unico problema della troupe americana.

La produzione è arrivata a Venezia subito dopo l'Epifania e le riprese si protrarranno fino a metà febbraio, ma il Covid sta mettendo a dura prova l'organizzazione. Proprio come era successo un anno fa a Tom Cruise - costretto a sospendere le riprese del nuovo episodio di Mission Impossibile per l'alto numero di contagi - anche sul set di Ripley il virus starebbe dilagando. "Gli assenti per Covid hanno sfiorato il centinaio", riporta il Gazzettino. Un terzo della produzione (che conta circa trecento persone al lavoro), tra attori, tecnici e maestranze, costretto all'isolamento per colpa del contagio. A poco sarebbe servito il sistema di monitoraggio - con tanto di struttura mobile privata nei pressi della Pietà - basato su tamponi molecolari effettuati sulla troupe ogni due giorni.

Non si può certo dire che il set di Ripley sia tra i più fortunati. Le riprese veneziane della serie statunitense hanno inanellato una serie di contrattempi, cominciati con il contagio della protagonista, Dakota Fanning, costretta a posticipare il suo approdo in Laguna perché positiva al Covid. Poi lo stop imposto a John Malkovich dall'hotel Danieli per il suo green pass scaduto e infine il maxi focolaio da coronavirus. Il tutto a tre settimane dalla conclusione delle riprese.

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