Linus investito mentre era in bicicletta

Incidente, per fortuna senza conseguenze, per il conduttore radiofonico Linus, che con la sua bicicletta è finito sul cofano di un furgone. Tanta paura e un pensiero alle recenti tragedie di Alex Zanardi e Roberta Agosti

Per fortuna non è successo nulla di grave e Linus, il popolare conduttore e direttore artistico di Radio Dj sta bene e può raccontare, come ha fatto sul suo profilo Instagram, la brutta avventura che poteva invece, come per il campione Alex Zanardi, che lotta in terapia intensiva tra la vita e la morte ormai da due settimane trasformarsi in qualcosa di molto più grave.

Come dicevamo è stato lui stesso a raccontarlo sul suo profilo Instagram in un post che ha fatto molto riflettere dove ha ricordando anche l’amica Roberta Agosti morta sabato scorso nel bresciano dopo essere stata investita da un camion mentre si allenava in bicicletta.

Ieri mattina, un attimo prima di fermarmi per il classico caffè di metà giro, un furgone davanti a me ha messo la freccia per girare a sinistra e invece ha fatto un’inversione completa. Sono riuscito a frenare e sterzare ma mi sono comunque trovato sul suo cofano e poi a terra.

Lui era più spaventato di me e alla fine ci siamo salutati e abbracciati. Le strade sono pericolose, le bici sono pericolose, le macchine sono pericolose. È la storia di Scarponi, di Nicky Hayden, di Zanardi, di Roberta e di tanti altri. Dobbiamo stare attenti, più attenti. Ciao Marco”. Un post che oltre ad aver spaventato tutti i seguaci del conduttore ha riaperto il discorso sulla sicurezza sulle strade e quanto un attimo di distrazione possa in qualche modo creare vere tragedie. Commovente anche il saluto finale che Linus ha voluto fare a Marco Velo compagno della ciclista scomparsa.

In Italia secondo i dati dell’Etsc (European Transport Safety Council - Consiglio Europeo della Sicurezza dei Trasporti) elaborati dall’ACI, un morto su quattro è un pedone o un ciclista. Sempre secondo questo rapporto, di cui però si attendono i dati aggiornati, il crescente uso della bicicletta nei centri urbani, impone a Governi, Autorità locali e produttori di autoveicoli di investire maggiormente nelle misure di protezione degli utenti vulnerabili.

Il rapporto suggerisce inoltre, che la pianificazione urbana, soprattutto nei centri medio-piccoli, privilegi la possibilità di muoversi a piedi, in bicicletta e con mezzi di trasporto pubblico piuttosto che con auto private, e consiglia l’istituzione di ‘Zone 30’ (un'area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari invece dei consueti 50 nelle aree altamente frequentate da pedoni e ciclisti.

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