La regina Elisabetta si mette in casa uno 007

Le stranezze della royal family nelle Pillole Reali di questa settimana, dal ciambellano 007 alla torta del royal wedding di William e Kate servita al battesimo dei piccoli Cambridge

La regina Elisabetta si mette in casa uno 007

L’ultima settimana è stata piena di avvenimenti poco piacevoli per la royal family. Il ricovero del principe Filippo, le lacrime di Carlo dopo la visita in ospedale (per fortuna ridimensionate, speriamo, dalle parole del principe William), l’addio definitivo alla Casa Reale di Harry e Meghan. È il momento di distrarsi con le Pillole Reali, questa settimana un po’ più bizzarre del solito. Anche i Windsor fanno cose originali, perfino un po’ strane.

Uno 007 diventa ciambellano di Sua Maestà

Aria di cambiamenti a Buckingham Palace. La regina Elisabetta, per la prima volta nella storia inglese, nominerà Lord Ciambellano il barone Andrew Parker, ex capo dei servizi segreti del regno. Non è una decisione da sottovalutare. Il ciambellano, carica che risale al 1399, è il braccio destro di Sua Maestà, consiglia e supervisiona le mosse della Casa Reale, è il tramite fra Elisabetta e la Camera dei Lord, amministra le proprietà della Corona, organizza gli impegni reali e perfino i royal wedding. È un incarico di massima responsabilità che, dal prossimo 31 marzo, andrà a un uomo che ha passato 37 anni nell’MI5 (non MI6 di James Bond, ma rimaniamo in zona). Questo potrebbe cambiare notevolmente, seppur da dietro le quinte, il volto della Corona e magari perfino influire sulla Megxit. Ancora non sappiamo come deciderà di muoversi il barone Parker, ma le sue future azioni gli varranno uno stipendio annuale da 102.600 euro.

Un paio di scarpe bianche per il regno della regina Elisabetta

Avete mai visto Sua Maestà indossare scarpe di colore bianco accecante, total white? Improbabile. A quanto pare, infatti, Elisabetta II lo avrebbe fatto solo in due occasioni. La prima risale al 1953, durante un tour nelle Bermuda. La seconda, che ci interessa di più, al 1999 e naturalmente non fu per caso. Nel novembre di quell’anno l’Australia avrebbe dovuto scegliere, con un referendum, se abrogare la monarchia. Nel giugno precedente la sovrana ospitò a Windsor il presidente ungherese. Il suo staff le consigliò le scarpe bianche per lanciare un messaggio di purezza, onestà e schiettezza al popolo australiano. Può sembrare una frivolezza, ma in quel periodo la regina Elisabetta era sotto esame. Tutti volevano carpire qualcosa del suo stato d’animo in merito alla possibile perdita di una parte del suo regno. Alla fine The Queen vinse e la leggenda vuole che fu proprio grazie alle scarpe bianche. Chissà se riproverà a metterle per il referendum scozzese.

Quel fatto strano che non sapevamo sulla torta nuziale di William e Kate

Otto piani di torta con più di 900 decorazioni in pasta di zucchero per cinque settimane di lavorazione. Brutte notizie per il fegato pero: William e Kate hanno conservato i primi due piani (in alto) della loro torta nuziale e li hanno serviti ai battesimi dei figli. Non vogliamo neanche sapere quali batteri abbiano colonizzato la torta, magari costruendovi perfino delle città. L’inquietante conservazione è una tradizione che risale alla regina Vittoria. Un pezzo della sua torta di matrimonio (del 1840) fu battuta all’asta da Christie’s nel 2016 e venduta per 1500 sterline (1700 euro). Stessa sorte per un pezzo del dolce nuziale della regina Elisabetta, venduto nel 2015 per 500 sterline, per le royal cake di Lady Diana (una fetta venduta nel 2014 per 1375 dollari, un'altra nel 2008 per 1200 euro) e di William e Kate (con due aste, una da 7500 euro nel 2012, l’altra da 3000 euro nel 2013). La domanda è: gli ospiti dei battesimi dei Cambridge hanno davvero mangiato una torta vecchia di anni, o l’hanno seppellita, senza dare nell’occhio, dentro una pianta?

Nessuno può chiamare Elisabetta per nome

Non provate a chiamare la sovrana per nome. Non si può. “Lilibet”, il nome con cui la chiamavano i genitori e nasce dalla pronuncia infantile dell’allora Baby Elisabetta. Il principe Filippo la chiamerebbe solo “Bette” e qualche volta "Cabbage" ("cavolo", ma nessuno sa perché), i figli con un normalissimo “mamma”. Per i nipoti è “grandma”, (“nonna”), per i bisnipoti “GanGan” (dovrebbe averlo inventato George, quando non riusciva a pronunciare correttamente “grandma”, allo stesso modo di William da piccolo, che diceva "Gary" invece di "Granny"). Per tutti gli altri è “Ma’am” o “Sua/Vostra Maestà”. Anche i parenti più stretti devono chiamarla così in situazioni formali. Un ultimo particolare, nel caso vi capitasse di incontrare la Regina (non dite che è impossibile, il 2020 ci ha dimostrato che, ahimè, davvero tutto è possibile). La prima volta che vi rivolgete a Lilibet dovete chiamarla “Vostra Maestà” o “Vostra Altezza Reale”. Solo dopo potrete rivolgervi a lei con il semplice “Ma’am”. Già che ci siamo, se incontrate Baby George, ricordate di chiamarlo “Sir”. Non facciamoci riconoscere subito pure a Buckingham Palace.

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