Il nuovo romanzo hot? Si intitola "Servirsi" e serve a morir dal ridere

Il triangolo lesbo descritto da Lillian Fishman dovrebbe essere letteratura ma è pornografia

Il nuovo romanzo hot? Si intitola "Servirsi" e serve a morir dal ridere

«Un libro di squisita raffinatezza morale e di un'eleganza che ispira quasi soggezione» ha scritto Edmund White. Vogliamo non fidarci di Edmund White? No? C'è poi Alexandra Kleeman che dice «Teso, scabroso e magnificamente denso, questo libro guarda dritto al centro incandescente del desiderio con sguardo freddo e penetrante, un libro elettrizzante». Ma la definizione più pregnante del libro è di Olivia Sudjic (non so chi sia, ma ho voglia di cercarla): «Un racconto erotico, cerebrale, sovversivo e struggente, una resa dei conti che scaturisce dalle crepe tra le certezze, come un magma che risale in superficie tra le placche tettoniche». Oh, volete che mi lasci scappare questo magma elettrizzante e denso e scabroso e penetrante che esce tra le placche tettoniche? Per farla breve stanno parlando tutti di quello che dovrebbe essere una specie di nuovo Cinquanta sfumature di grigio in versione lesbo (mezzo lesbo mezzo etero, sennò il pubblico si dimezzava), e cioè Servirsi di Lillian Fishman, edito da in Italia da e/o. Insomma, ritornano i pornazzi per casalinghe annoiate venduti come altissima letteratura, cosa chiedere di meglio? Da portare sulla spiaggia subito.

Trama semplicissima: Eve sta con una ragazza, Romi, ma si annoia, vuole provare nuove esperienze. Pubblica qualche foto di lei nuda su un sito di incontri e conosce Olivia, che è bisex, e sta con Nathan, il quale è il maschio alpha della situazione, come quello delle sfumature, e da lì inizia una relazione a tre e una serie di amplessi ed elucubrazioni sul servirsi. Chi serve a me? A cosa servo io? A chi lui? Servo più di Olivia o meno?

Con Romi era diverso, erano silenziose. Tipo: «Romi sorrise e sparì nel bagno a mettersi lo strap-on, c'era un particolare silenzio nel nostro rapporto, la sensazione che parlare di sesso potesse corrompere la nostra relazione». Infatti, ma stai zitta. Perché andando avanti capirete che aveva ragione Romi, perché Eve parla, parla, anzi scrive scrive. Eppure con Romi andava così bene: «Mi scopò come piaceva a lei: come fossimo due esseri separati». Ma dai, come due esseri separati? Incredibile. Tuttavia: «Quando venni fu come un violento colpo di tosse, come se il mio corpo non riuscisse a espellere un sasso che era rimasto conficcato dentro». Dentro dove si sentiva il sasso non l'ho capito, in ogni caso alla fine le scatarrava in faccia, molto erotico.

Ma poi Eve incontra Olivia e Nathan, altra vita. Rimane rapita da Nathan perché «quando era rilassato aveva un'espressione al tempo stesso placida e divertita, i movimenti rapidi e pronti». Boh, immaginatevela voi. La vicenda si svolge per più di duecento pagine saltando da un letto all'altro, in linea di massima sempre lo stesso. Osservare Nathan che fa sesso con Olivia è veramente un'esperienza unica: «Dispose il suo corpo sotto di lui con totale concentrazione, avvolgendolo con le braccia come se si stesse preparando a spiccare il volo. La voce era tremula, irregolare come quella di un uccellino». Scrittura erotica prodigiosa, a metà tra Erri De Luca, le istruzioni per far decollare un aereoplanino di carta e però in totale concentrazione, più che Heidegger la concentrazione di Heidi. Mancano le caprette che fanno ciao, però c'è l'uccellino, questo conta.

Andando avanti Eve comincia a capirci qualcosa di cosa vuole Olivia. «Piano, pianissimo, temendo potesse cambiare idea, sprofondai nel letto e le poggiai la lingua sul clitoride. Era calda, erbosa, i muscoli compatti e imprevedibili». Non si capisce se sia erbosa la lingua o il clitoride o quello che c'è intorno, comunque siamo a pagina centotrentacinque e questa, sprofondando nel letto (che si sarà sfondato ormai) non ha ancora capito cosa fare. C'è da dire che anche l'altra, Olivia, che sta con Nathan da anni, non spicca per acume. Sentite cosa succede dopo decine di amplessi da sbadiglio: «A un certo punto Nathan si alzò e le inserì (...) in bocca. Lei lo accettò trasognata, quasi inconsapevole». Oh, mamma mia, cosa mi ha messo in bocca? Trasognata e inconsapevole. In compenso ciò eccita molto Eve: «Mi sentivo incredibilmente potente. Se Nathan mi avesse toccata nel punto giusto avrei suonato come una campana». Dopo duecentocinquanta pagine dubito che questo Nathan tocchi il punto giusto, ma magari, almeno il lettore si sveglia. Comunque se volete sentire per chi suona la campana mi sa che dovete leggere Hemingway.

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