Lo sbarco sulla Luna: la storia viene riscritta con For All Mankind

Dal 19 febbraio torna su Apple tv+ la serie che riscrive la storia dell'allunaggio. Ecco perché For All Mankind racconta un futuro "ucronico"

Nel corso del 2019 anche il colosso della Apple, in un’ottica di espansione, ha fondato una piattaforma streaming a pagamento come contenitore di film, serie tv e documentari originali. Apple Tv+, questo è il suo nome, sulla falsariga di Netflix e Amazon Prime Video nel novembre di due anni fa ha lanciato For All Mankind. La serie tv a sfondo storico, che miscela fatti realmente accaduti alla finzione narrativa, fin dalla sua prima apparizione ha convinto pubblico e critica, tanto è vero che i vertici hanno deciso di realizzare anche una seconda stagione. I nuovi episodi, uno a settimana, sono disponibili dal 19 febbraio solo per gli abbonati alla piattaforma.

Al timone del progetto televisivo c’è Ronald D. Moore, celebre sceneggiatore americano che in passato ha realizzato Battlestar Galactica e la saga di Outlander. Qui, in For All Mankind si cimenta in qualcosa di nuovo. Scrive una serie tv che miscela pagine di storia realmente accadute a un racconto di un gruppo di uomini, di donne e delle loro famiglie di fronte a cambiamenti politici, sociali e culturali di un mondo in continuo movimento.

For All Mankind: di cosa parla la serie tv

Ambientata negli anni ’60, la serie racconta le fasi cruciali della corsa allo spazio, che in quel periodo aveva visto la Russia e l’America contendersi il primato. For All Mankind re-inventa il nostro stesso passato, immaginando un mondo assai diverso, in cui l’Unione Sovietica ha battuto gli Stati Uniti riuscendo a portare il primo uomo sulla Luna in una missione quasi impossibile. Sono gli anni della Guerra Fredda, il periodo in cui le due super-potenze cercavano di imporre il loro dominio in un mondo ancora dilaniato dal secondo conflitto mondiale. Per gli States questa è stata una grande sconfitta, ma gli scienziati della NASA non si arrendono di fronte alle avversità.

Sono tanti gli ostacoli da superare e il tempo è tiranno. Sullo sfondo si animano le vicende personali e lavorative degli astronauti. L'intenzione è quella di esplorare il lato oscuro degli uomini che hanno fatto la storia. Molti dei personaggi, infatti, sono ispirati a personalità realmente esistite. Al centro della storia c'è Edward Baldwin (Joel Kinnaman), persona sicura di sé che non si arrende di fronte alle difficoltà, desideroso di diventare uno tra i primi a mettere piede sul suolo lunare. È sposato con Karen (Shantel Vansanten) una donna umile che è sempre dalla parte del marito. Senza dimenticare Michael Dorman (Gordo Stevens), amico e collega di Edward. É un pilota di aerei in cerca di successo, notorietà e del vero amore, anche se tradisce la moglie di continuo. E poi la serie rivolge uno sguardo anche mondo femminile, raccontando dell'ingegnere Margo Madison (Wren Schimdt), donna tenace che fatica a muoversi in una realtà popolata solo da uomini.

La seconda stagione, rispetto alla prima, compie un passo avanti nel tempo e proietta la narrazione nel 1983, in un periodo in cui la tensione tra le due potenze era al limite. Con il dipartimento della Difesa che è stato militarizzato i protagonisti sono costretti a combattere con le unghie e con i denti per evitare che la situazione, già complicata, possa sfuggire di mano. All’orizzonte paventa persino lo spettro di una guerra nucleare.

Una serie dal futuro "ucronico"

Particolarità che ha reso intrigante la serie tv è stata l’idea di capovolgere il nostro stesso destino, immaginando un passato e un futuro diverso da quello che oggi conosciamo e viviamo. In gergo nella narrativa di genere questa scelta ha un nome ben preciso e si chiama ucronia. Si basa su un concetto molto semplice, ovvero che la storia fino ad ora conosciuta ha avuto un seguito o un corso ben diverso da quello reale. Solitamente l’ucronia è un espediente che è stato molto apprezzato nei romanzi storici e di fantascienza degli anni ’50, ma mai fino ad ora è stato utilizzato per un progetto televisivo.

Ben diverso dal genere distopico e upotico, in cui si delineano società ideali o indesiderate, l’ucronia si muove verso la fanta-politica mescolando sapientemente fatti realmente accaduti alla pura fiction televisiva. Questo spiega anche il significato del titolo della serie tv. For All Mankind tradotto vuol dire "Per tutta l’Umanità", come a voler simboleggiare gli sforzi di astronauti e degli scienziati che hanno cercato di garantire alla gente comune un futuro florido e lontano dalle oppressioni. Gli episodi sono stati girati in Texas e a Cape Canaveral in alcune location storicamente importanti per la missione spaziali di Apollo 11 e Apollo 13.

Un ex pilota NASA è stato l'artefice del concept

Quello dei viaggi nello spazio non è un territorio inesplorato. La serie di AppleTv+ differisce proprio perché ha cercato di raccontare qualcosa di nuovo, e spostare l’attenzione non solo su gli eventi storici, ma anche sugli aspetti sociali e politici. Però, dietro le storie di For All Mankind c'è molto di più. Ad esempio, il creatore della serie, quando è stato contattato dal colosso dell’intrattenimento per realizzare una serie sull’allunaggio, non aveva un’idea ben precisa e non sapeva come muoversi in un territorio così insidioso. Ufficialmente il concept è nato durante un pranzo informale con Garrett Reisman, ex pilota della NASA. L'incontro è stato esaustivo per lo sceneggiatore, tanto da disporre di tutti i dettagli necessari per scrivere una storia di finzione ma ancorata alla realtà.

L'ex pilota è stato utile nel rivelare il corretto utilizzo della strumentazione di bordo, quali potevano essere gli abiti di scena, ed è stato utile anche sul corretto linguaggio da utilizzare per non spiazzare il pubblico durante la visione. Inoltre, prima ancora di cominciare le riprese, sono state effettuate ricerche approfondite negli archivi pubblici della NASA. Molte delle missioni che intraprendono i piloti nella serie tv, ad esempio, sono state ricostruite fedelmente. Come la corsa di prova per l’allunaggio che si svolge nel corso dei primi due episodi con l’Apollo 10. É avvenuta realmente in una giornata soleggiata del gennaio del 1969; oppure come lo scouting per il sito base lunare degli Stati Uniti che si è svolto il 19 settembre del ’69 sull’Apollo 12. Nella serie hanno partecipatto all'eservitazione sia Edward Baldwin che Gordo Stevens, nella realtà l’equipaggio era composto da Pete Conrad e Dick Gordon.

C'è in programma una terza stagione ma...

I nuovi episodi arrivano più di anno dopo la conclusione della prima stagione. Il Covid-19 non ha influito più di tanto, dato che quando i set sono stati chiusi per contenere il virus, la serie tv era già in stato avavanzato di produzione. Più che altro, la seconda stagione di For All Mankind arriva in ritardo per per altri problemi che non sono legati alla pandemia. Nonostate la critica e il pubblico abbiano accolto molto bene l'esperiemento di AppleTv+, la serie è stata a rischio cancellazione. Al momento gli abbonati al colosso dello streaming non sono così esegui per giustificare gli alti costi di produzione. Per ovviare all'incoveniente e non "bruciare" questa monumentale serie tv, i vertici hanno deciso di allungare il periodo di prova gratuito per i nuovi utenti. Una strategia ben mirata rivolta a pubblicizzare questo e altri show che sono in arrivo nei prossimi mesi. Per questo motivo For all Mankind è stato già confermato per una terza stagione che potrebbe andare in onda nel 2022.

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Commenti
Ritratto di cicopico

cicopico

Sab, 20/02/2021 - 12:49

nessuno e mai sbarcato sulla luna.

ondalunga

Lun, 22/02/2021 - 11:48

@cicopico: si compri un bel telescopio e vedrà tutta la roba lasciata dalle missioni apollo sulla Luna: rovers, basi dei LEM, specchi per le misurazioni laser da terra......ci sono anche delle impronte di strani calzari con battistrada, strano vero ?

Ma.at

Lun, 22/02/2021 - 17:07

E' chiaro che a sbarcare sulla Luna sono stati gli africani e chi non è d'accordo è razzista.

ROUTE66

Mer, 24/02/2021 - 16:02

Non basta riscrivere la storia,come la si vorrebbe oggi. Perchè non riscrivere anche lo sbarco sulla LUNA. E chissenefrega degli astronauti AMERICANI che hanno rischiato la VITA in una SCATOLETTA per piantare la LORO BANDIERA PER PRIMI. Ve lo immaginate se fossero arrivati prima i RUSSI o CINESI e un LORO REGISTA riscriveva la storia CAPOVOLGEDOLA?

Slomb

Gio, 25/02/2021 - 12:02

cicopico, quindi il misuratore al laser che ogni giorno misura la distanza luna-terra chi ce lo ha messo? Roba da matti, come la gente si beva ogni fandonia, anche quelle più assurde e strampalate.