Il regista Lars von Trier ha il Parkinson

Il cineasta danese ha iniziato a manifestare i primi sintomi del morbo e sarà costretto a centellinare le apparizioni pubbliche in vista dell'uscita di The Kingdom Exodus

Il regista Lars von Trier ha il Parkinson

La notizia è di quelle che non ti aspetti: Lars von Trier soffre del morbo di Parkinson. A svelarlo in un comunicato ufficiale diramato nelle scorse ore è stata la sua società di produzione, la Zentropa, che però ha voluto rassicurare i fan del registra sulle sue attuali condizioni di salute: "Lars è di buon umore ed è in cura per i suoi sintomi".

Come rivela il sito americano Deadline il regista, 66 anni compiuti il 30 aprile scorso, ha ricevuto una diagnosi precoce, che gli ha consentito di intraprendere il percorso terapeutico indicato per il Parkinson per ritardarne gli effetti più invalidanti. "A Lars è stato diagnosticato il morbo di Parkinson poco prima delle vacanze estive", ha dichiarato la produttrice di Von Trier, Louise Vesth, spiegando ancora: "E' comunque al lavoro per completare The Kingdom Exodus come previsto". La terza e ultima parte della serie televisiva soprannaturale cult degli anni '90 dovrebbe essere presentata in anteprima mondiale a Venezia alla fine di agosto.

Lars von Trier non potrà, dunque, essere protagonista del tour di presentazione, che anticiperà l'uscita di "The Kingdom Exodus". "La malattia significa che Lars prenderà parte alle interviste solo in misura molto limitata", ha fatto sapere la Vesth, concludendo il suo annuncio ripreso dal sito statunitense. Tra i promotori del manifesto "Dogma", che offre un cinema girato con tecniche minimaliste per rispecchiare la realtà in modo più marcato, Lars von Trier è una figura controversa della cinematografia non solo per i suoi film, ma anche per le sue dichiarazioni e posizioni, spesso provocatorie e sprezzanti sul politicamente corretto.

Tra i film più famosi del registra danese ci sono "Le onde del destino", "Dancer in the Dark", "Melancholia" e "Nymphomaniac". L'ultimo lungometraggio per il grande schermo, "La casa di Jack", risale al 2018. Al festival del cinema di Cannes è stato uno dei protagonosti per quasi quattro decenni con ben nove film in concorso a cominciare da "The Element Of Crime" del 1984, vincitore del premio della giuria; "Europa" del 1991, vincitore del premio della giuria; "Breaking the Waves" del 1996; "The Idiots" del 1998 vincitore della Palma d'Oro; "Dancer In The Dark" del 2000; "Dogville" del 2003; "Manderlay" del 2005; "Antichrist" del 2009 e "Melancholia" del 2011.

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