Cultura e Spettacoli

Alla (ri)scoperta di Stargate

Dopo anni di assenza dal piccolo schermo, la serie completa di Stargate arriva su Amazon Prime Video dal 31 gennaio. 10 lunghe stagioni per un viaggio nello spazio e alla scoperta di altre civiltà

Alla (ri)scoperta di Stargate. La serie più longeva della tv arriva in streaming

I veri amanti della fantascienza non possono di certo dimenticare il mito di Stargate. A fine anni ‘90 è stata una tra le serie di genere più celebre della tv a pagamento. Un successo che è durato più di dieci anni, tanto da attraversare un periodo di grandi cambiamenti per il mondo televisivo americano, senza perdere mai il suo appeal e la voglia di divertire il pubblico. Di Stargate sono stati prodotti ben 214 episodi, suddivisi in dieci lunghe stagioni, senza contare i due film sequel, i due spin-off, i libri, i fumetti e i cartoni in computer grafica. Una serie che è diventata un vero e proprio franchise di grande valore per il genere fantascientifico. Negli Stati Uniti il primo episodio è andato in onda nel luglio del 1997 sul network della Showtime, terminando la sua corsa nel marzo del 2007. In Italia la serie è arriva con qualche anno di ritardo. Le prime tre stagioni sono state trasmesse sull’ex TMC nel 1999. Successivamente sono diventate un’esclusiva di Sky. Da anni però non si avevano più notizie di Stargate, almeno fino a ora.

Dal 31 gennaio è il colosso di Amazon Prime Video che, finalmente, inserisce nel suo catalogo tutta la serie completa per un lungo viaggio tra mondi sconosciuti e avventure senza tempo. Un’occasione per rivedere o conoscere un grande cult della serialità americana. Stargate in tv è stato un successo immediato, ma prima di diventare una serie a tutti gli effetti ha dovuto superare molte difficoltà. Perché è da non perdere? È la prima serie di fantascienza che non è ambientata in un futuro imprecisato, ma bensì nei giorni nostri.

Che cos’è la "porta delle stelle" ?

La serie parte da un incipit molto semplice. Lo Stargate del titolo è un reperto archeologico che viene ritrovato in Egitto nel 1928, durante degli scavi a Giza. È un grande anello in pietra, intarsiato con simboli geroglifici. Portato negli Stati Uniti per analisi più approfondite, questo reperto diventa un progetto di studio militare per un’equipe di scienziati. Si scopre che è di un materiale sconosciuto sulla Terra e i simboli incisi fanno parte di un codice che permette di comunicare lo Stargate, chiamato anche la porta delle stelle, a mondi e pianeti sconosciuti posizionati in tutta la via Lattea.

La serie tv – nella sua composizione originaria - vede il comandante Jack O’Neil (Richard Dean Anderson), Daniel Jackson (Michael Shanks) l’esperto di storia antica, Samantha Carter (Amanda Tapping) e Teal’c (Christopher Judje) un alieno addestrato alla guerra e a morire, alla guida di una squadra di esplorazione che si muove tra spazio e tempo. Arrivati alla consapevolezza che la Terra è posizionata in modo strategico rispetto ad altri pianeti, la squadra Stargate Commander Uno, conosciuta come SG-1, si getta alla scoperta di nuovi mondi e per creare un ponte pacifico tra la razza umana e altre civiltà. La convivenza, però, non è sempre pacifica. La serie è andata avanti per 10 anni ma il mancato rinnovo dei contratti ha portato alla cancellazione della serie. Nel 2008 e nel 2009 sono stati prodotti due film sequel che sono usciti solo per il mercato dell’home-video.

Prima c’era film di Emmerich che è stato un fiasco al botteghino

Per comprendere meglio la storia di Stargate è giusto dare uno sguardo all’omonimo film – anche lui disponibile su Amazon – che racconta l’antefatto della vicenda. Diretto nel 1994 da Roland Emmerich (celebre regista di Indipendence Day e di altri disaster movie), il lungometraggio ha visto nel cast attori del calibro di Jack Russell (nel ruolo del capitano O’Neil) e Jack Spader nelle vesti del dottor Jackson. Monumentale sotto molti punti di vista, il film non è stato un grande successo tra il pubblico e ha ricevuto molte opinioni contrastanti dalla critica. C’era chi lo ha definito un "incrocio tra Star Wars e Ben Hur" e chi invece ha criticato l’uso eccessivo di effetti speciali, i personaggi fuori dagli schemi e i numerosi clichè.

Questo ha impedito alla produzione di realizzare la trilogia. Infatti, il regista aveva in mente di scrivere altri due sequel di Stargate che, a causa dei risultati poco esaltanti, non sono stati mai portati a termine. Due anni più tardi, era il 1996, la Metro-Goldwyn-Mayer ha acquistato i diritti del film decidendo di produrre una serie tv. Non è stato coinvolto Emmerich ma i due produttori del film, ovvero Brad Wright e Jonathan Glassner. Un anno dopo il progetto è approdato in tv. Non si è trattato di reboot ma di un sequel. Il primo episodio, dal titolo I figli degli Dei, riavvolge il nastro lì dov’era finito il film. Poi la trama si è ampliata a vista d’occhio, aprendo le porte a infinite possibilità. Di recente, era il 2012, durante una kermesse dedicata ai fan del franchise, si è tornato a parlare di un ipotetico film al cinema di Stargate. È intervenuto lo stesso Emmerich, confermando che lui sarebbe intenzionato a realizzare la trilogia incompiuta.

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La serie tv che ha rilanciato la carriera del divo di MacGyver

Almeno per l’epoca, la serie tv non ha mai avuto un vero e proprio cast di richiamo. Ovviamente dato il successo, oggi, gli attori sono molto conosciuti nell’ambito televisivo. Stargate ha regalato a Richard Dean Anderson una seconda giovinezza all’interno del mercato televisivo americano. L’attore che non ha mai avuto molto successo nel cinema, è stato famoso in tv. Nel corso degli anni ’80 ha debuttato in General Hospital, ma è diventato celebre grazie al mito di MacGyver, serie del 1985 in cui ha recitato per 139 episodi. Dopo un periodo di stasi, la serie di Stargate ha rilanciato la sua carriera. Ha interpretato il personaggio che al cinema è stato di Kurt Russell. Quello del comandante O’Neil è stato un ruolo chiave che l’attore ha ricoperto per 175 episodi.

Stargate che ha definito il concetto di space-opera

La serie regala al pubblico una storia di cuore e pancia sulle inside dell’ignoto, ma non solo. Nel corso dei suoi dieci anni di programmazione, Stargate è stata una tra le serie tv che ha ridefinito i canoni della space-opera. Il termine è stato usato per la prima volta nel 1941 da uno scrittore che per space-opera ha indicato storie di avventura nello spazio profondo che uniscono il melodramma ai viaggi interstellari. Nato nella letteratura poi è stato traslato anche nel piccolo schermo. E Stargate, seppur si sposa alla perfezione con il genere, è il primo dramma fantascientifico che ha un’ambientazione terrestre, e che unisce viaggi interstellari, battaglie su navi spaziali a una chiara e ben mirata satira sulla diversità. Diversamente da quello che è accaduto con Star Trek e Babylon 5, per il genere l’esperimento di Stargate è stato il vero e proprio punto di svolta.

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Viaggio nella città perduta di Atlantide, arriva il primo (e bellissimo) spin-off di Stargate

Durante il corso dell’ottava stagione è stata presentata la pubblico la prima serie cugina di Stargate, chiamata Stargate: Atlantis. La serie racconta le origini stesse della razza umana, quando un gruppo di scienziati scoprono di un avamposto degli Antichi (i creatori dello Stargate), e intraprendono un viaggio nella città perduta di Atlantide, situata nella galassia di Pegaso. Grazie all’utilizzo del portale, i nuovi avventurieri entrano in contatto con altre culture, sia umane che aliene. La serie è stata un grande successo tanto da andare in onda per 5 stagioni e ben 100 episodi. Scrivere la parola fine non ha decretato però la conclusione del franchise.

L’insuccesso di Stargate: Universe

Dopo Stargate: Atlantis è stato realizzato un secondo spin-off che, diversamente da quello che si pensava, non è stato affatto longevo. Un nuovo gruppo di esplorati è stato proiettato nello spazio profondo in una nave degli Antichi chiamata Destiny, lanciata per una missione nella galassia ai limiti del sistema solare. Nonostante le buone recensioni, la serie è stata pesantemente criticata dai fan per l’utilizzo di personaggi giovani che non hanno regalato il giusto appeal alla storia. Infatti, dopo due stagioni e 40 episodi, lo show è stato cancellato senza un finale esaustivo.

Un’eredità che non passa mai di moda

Libri, fumetti, serie web celebrative, comic-con a tema e molto altro ancora. Non sembra ma Stargate ha segnato in profondità la cultura pop di oggi e di ieri. Anche se è stato un fenomeno prettamente americano, in Italia le avventure di O’Neil e company possono contare su una buona fetta di appassionati. Sui social, ad esempio, è ancora attiva la community di SG-F – Stargate Fan Club. Con un sito web e un forum, ad oggi è l’unica fonte ufficiale di informazioni sulla celebre serie tv.

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