Sanremo: Trionfano gli Stadio, battuti Michielin e Caccamo&Iurato

Il gruppo di Curreri vince col brano «Un giorno mi dirai». Renato Zero e Bolle star dell'Ariston nella serata finale

dal nostro inviato a Sanremo

Ola per Sanremo. Standing ovation per Renato Zero e i migliori anni della nostra vita. Ola per Cristina D'Avena, con i puffi blu, Il valzer del moscerino e Kiss me Licia. Infanzia, nostalgia, buoni sentimenti. Ola per Bolle che danza sulle note rock dei Queen. Che volete di più. La serata finale del Festival è stata un crescendo di emozioni. Fino al clou, la proclamazione del vincitore. In finale sono andati gli Stadio con Un giorno mi dirai, Francesca Michielin con Nessun grado di separazione e la coppia Caccamo&Iurato con Via da qui.Poi a trionfare sono stati gli Stadio, il gruppo bolognese, tra i veterani di questo Festival. Il loro brano ha conquistato la critica e il pubblico in sala e a casa. Seconda Francesca Michielin, giovane e grintosa, con un exploit da incorniciare. Terza la coppia Caccamo&Iurato. «Mai e poi mai avremmo pensato di vincere un Sanremo», hanno dichiarato, visibilmente commossi, i vincitori. Il giorno della loro canzone è diventato quello, lunghissimo e adrenalinico, di ieri, un giorno da incorniciare.Sul piano dello show, la sorpresa della serata finale è stata l'incursione di Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, amici di cuore e di terra di Conti i quali, scherzando sulla reunion «toscana» hanno chiamato in causa Renzi. Poi lo spettacolo è volato alto con il super ospite Renato Zero che ha regalato un medley dei successi (meraviglia con Mi vendo e I migliori anni della nostra vita) e ha fatto ascoltare il nuovo brano Gli anni miei raccontami. Stupendo quando ha cantato, si è invece ingarbugliato quando ha parlato di camerini, pianerottoli, sorci, sorpassi e spesa al supermercato.Dunque, ola per un Sanremo che ha conquistato metà della platea televisiva. Che è partito tra polemiche politiche, nastrini arcobaleno e il marito di Elton John mai arrivato e poi è proseguito con un Carlo Conti impeccabile, un Gabriel Garko bello e pasticcione, comunque formidabile, anche quando ha letto la poesia di un detenuto nel carcere di Opera, una Virginia Raffaele spassosa (e ieri ancor più simpatica nei panni di se stessa, con qualche papera) e una dolce e sexyssima Madalina Ghenea. Quindi, applausi a chi per qualche ora ci ha fatto stare in allegria.

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