Veronesi, Parrella, Carofiglio, Ferrari. Poi le sorprese Mencarelli e Bazzi

Quinto il premiato dai giovani. Il sesto entra per la piccola editoria

Veronesi, Parrella, Carofiglio, Ferrari. Poi le sorprese Mencarelli e Bazzi

È la prima volta, del resto anche nella storia di un premio così longevo accade qualcosa di inedito e, per l'edizione numero settantaquattro, il Premio Strega annuncia la cinquina finalista in streaming. Per il resto, non è che ci sia stato molto di sorprendente, nello scoprire che Sandro Veronesi, con Il colibrì (La nave di Teseo) sia in cima alla cinquina dei finalisti, seguito da Valeria Parrella, Gianrico Carofiglio, Gian Arturo Ferrari e Daniele Mencarelli; più Jonathan Bazzi, che trasforma la cinquina in «sestina», per garantire la presenza di un «piccolo editore», come da regolamento (era già successo nel 1999, ricorda Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci).

Alla Camera di Commercio di Roma, nella bellissima Sala del Tempio di Adriano con le sue colonne gigantesche, avviene prima la proclamazione del vincitore del Premio Strega giovani (alla sua settima edizione), Daniele Mencarelli, con Tutto chiede salvezza (Mondadori), romanzo sul giovane Daniele che si trova a subire un Tso: «Sono sopraffatto dalle endorfine - ha detto l'autore, mentre riceveva il premio dalle mani guantate, causa norme di sicurezza, di Loredana Lipperini - Lo dedico a quelli che vivono un Tso sulla loro pelle, glielo dedico con tutto me stesso». L'annuncio, come da tradizione, viene dato dal presidente della Camera: c'è Roberto Fico collegato via Skype, che non collabora (Skype, non Fico, lui continua a insistere, ma il mezzo continua a interrompersi), tanto che Loredana Lipperini lo invita a mostrare la busta con il nome. Però poi, va beh, più o meno si capisce: ha vinto Mencarelli, Skype ha perso.

Ci sono, in questa cerimonia anti-Covid, mascherine (non per la conduttrice, né per chi viene da lei intervistato), distanze di sicurezza, guanti monouso. Ci sono quattro «parziali», corrispondenti ai gruppi di votanti, i venti voti collettivi, i quaranta «lettori forti», i duecento studiosi e intellettuali, i 400 Amici della domenica, annunciati in quest'ordine, in nome della suspance: così il voto più sostanzioso può ribaltare quelli iniziali. E infatti, guarda un po', il voto degli Amici ribalta quasi tutto: Mencarelli, che inizialmente sembra il più votato, finisce all'ultimo posto della cinquina. Però c'è, con 168 voti (cento dagli Amici). Al primo posto, Sandro Veronesi con 210 voti, di cui 125 dagli Amici; al secondo e terzo, a pari merito con 199 voti, Valeria Parrella con Almarina (Einaudi; 112 voti dagli Amici) e Gianrico Carofiglio con La misura del tempo (sempre Einaudi, con 140 voti degli Amici); al quarto Gian Arturo Ferrari, il cui Ragazzo italiano (Feltrinelli) ottiene 181 voti (135 dagli Amici). Più Febbre di Jonathan Bazzi (Fandango), che sarebbe al settimo posto ma, grazie al regolamento, finisce dritto dritto alla finale, che si terrà, come da tradizione, al Museo Etrusco di Villa Giulia, il 2 luglio, con diretta Rai. Esclusi Silvia Ballestra (La nuova stagione, Bompiani), Marta Barone (Città sommersa, Bompiani), Alessio Forgione (Giovanissimi, NN), Giuseppe Lupo (Breve storia del mio silenzio, Marsilio), Remo Rapino (Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio, minimum fax) e Gian Mario Villalta (L'apprendista, Sem).

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