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Addio a Benzing. Da Indro al Drake, il giornalista che progettava F1

Enrico Benzing, andatosene ieri a 93 anni, era conosciuto come l'ingegnere perché, oltre a esserlo sul serio, era in grado di disegnare da solo una monoposto

Addio a Benzing. Da Indro al Drake, il giornalista che progettava F1
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Per i lettori di questo giornale Enrico Benzing è stato la Formula 1 fin dai giorni della fondazione di Indro Montanelli. Dopo esser stato responsabile dei motori alla Gazzetta aveva accettato la sfida montanelliana regalando ai lettori de il Giornale la sua competenza fino a pochi anni fa, diventando commentatore dopo esser stato inviato fino alla fine degli anni Ottanta. Enrico Benzing, andatosene ieri a 93 anni, era conosciuto come l'ingegnere perché, oltre a esserlo sul serio, era in grado di disegnare da solo una monoposto. Dal motore alle ali (guai a chiamarle alettoni), nulla per lui aveva dei segreti. L'aerodinamica è stata la sua grande passione e il suo libro Wings era diventato oggetto di studio di tanti aspiranti ingegneri.

D'altra parte Benzing aveva aiutato tante piccole scuderie di Formula 1 con i suoi progetti. Lui descriveva il lato tecnico della Formula 1 e raccontargli una storia era impossibile, per questo era rispettatissimo dall'ingegner Ferrari e dagli altri costruttori. In redazione ogni tanto estraeva da un cilindro chilometri di tabelle piene di numeri e pretendeva di trasformarle in un grafico che solo al Politecnico avrebbero forse capito. Lui era così, tanto che era stato anche commissario tecnico della Federazione Motociclistica Italiana e membro della Society of Engineers britannica. Massima competenza e anche qualche spolverata di humor con una tirata d'orecchie per chi scriveva sulla "griglia di partenza". Quella andava bene per cuocere il pesce. Voleva che si scrivesse sempre e soltanto schieramento di partenza.

Chi è venuto dopo di lui, come il sottoscritto, ben sapendo di non poter mai arrivare ad avere la sua competenza, si è buttato sull'altro lato della Formula 1, quello umano. Ma avere a fianco il suo spunto tecnico è stato per anni un vero e proprio arricchimento per i lettori. Grazie inge. E salutaci Ferrari e Gilles.

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