Conte, i conti non tornano: l'Inter non cresce più

Dalla difesa al mercato. E le sue scelte a Madrid non hanno convinto. I "regali" pericolosa costante

Conte, i conti non tornano: l'Inter non cresce più

Non è un bel periodo per chiamarsi Conte. In politica come nello sport. Se Conte Giuseppe si perde tra un dpcm e l'altro, Conte Antonio si perde tra una delusione e l'altra. Ma se le critiche al premier se le aspettavano un po' tutti, quelle al tecnico dell'Inter quest'anno suonano più strane. Già perché dopo la stagione passata, in chiaroscuro ma conclusa con un secondo posto in campionato e un'Europa league sfiorata, e dopo i capricci estivi in cui ha puntato i piedi prima di rimanere a Milano, ci si aspettava tutto un altro passo. E invece ancora chiaroscuri che in Europa diventano quasi esclusivamente scuri.

La sconfitta con il Real più battibile degli ultimi anni fa ancora male. E nel mirino è finito proprio lui e la sua gestione. Al netto della costante abitudine a tardare le sostituzioni, che con i 5 cambi a disposizione può diventare un vero handicap, quando al minuto 78, appena raggiunto il pari, ha tolto il migliore in campo, Barella, per Gagliardini, in molti hanno strabuzzato gli occhi. Scelta conservativa? Forse. Col senno di poi scelta sbagliata punto e basta. E invece di una vittoria in extremis è arrivata una sconfitta. Proprio come lo scorso anno contro Borussia Dortmund e Barcellona. «Servono anche step come questi per crescere» ha detto Conte. Proprio come diceva lo scorso anno. Ma l'impressione del campo sembra diversa, molto peggiore rispetto alla passata stagione. L'Inter infatti sembra più debole, spaurita nei momenti decisivi, subisce troppi gol e non è in grado di chiudere le partite quando serve. Eppure il tecnico è stato accontentato in pieno sul mercato. Ha avuto tra l'altro l'amatissimo Vidal, che sta deludendo, e gennaio ha fatto investire fior di milioni su Eriksen che resta avulso dal suo gioco. Non era meglio puntare su un vice Lukaku? Pinamonti è un'alternativa non all'altezza, per età ed esperienza, e con Sanchez alle prese con continui problemi fisici, la sola coppia Lukaku-Lautaro non può reggere una stagione intera su tre fronti.

Sulla carta la squadra è molto più forte della scorsa stagione e ha alternative di qualità. Eppure delude. Ma se in campionato tutto è ancora aperto, in Champions il piatto già piange. Borussia Monchengladbach 5 punti, Shakhtar 4, Real Madrid 4. Inter ultima con 2, due pareggi e una sconfitta. O inverte la tendenza, già dalla prossima col Real, o rischia di aver già compromesso la stagione. Perché quest'anno accontentarsi della sola Europa League, vada come vada, sarebbe un ripiego inaccettabile.

Anche considerando che Conte Antonio percepisce uno stipendio annuo da 12 milioni (12!), ed è di gran lunga il più pagato in Italia. Con questi numeri e questa squadra, devi vincere qualcosa. Non migliorare. Se i conti non tornano, Conte (Antonio) rischia di durare meno di un dpcm.