L'Inter ha due fantasmi. Effetto Messi su Lautaro e sorpasso dell'Atalanta

Il Toro l'ultima vittima dell'incantesimo di Leo Conte deve arginare il ritorno dei bergamaschi

Due fantasmi volteggiano sull'Inter: l'effetto Messi e l'effetto Atalanta. Rischiano di essere uno peggio dell'altro. Il primo perfino più dannoso del secondo. Qualcuno penserà: Messi è un sogno dello sponsor, cosa conta nel finale di stagione? Chiedetelo a Lautaro Martinez e capirete. Il sogno di giocare con la pulce più antropofaga del mondo rischia sempre di far sbarellare gli ambiziosi arrivisti pallonari. Lui li attira, li aggira, magari ne chiede l'uso e consumo per migliorare la squadra. Eppoi l'incantesimo incanta, in tutti i sensi, i poveretti: è capitato a Eto'o e Ibrahimovic. Suarez lotta con straordinarie qualità per non venir cannibalizzato. Dybala si è crogiolato nel segno e nel sogno. «Tu sei il nuovo Messi» gli dicevano e lui ci ha pure creduto. Per lungo tempo ne è uscito calcisticamente stracciato.

Ora tocca a Lautaro Martinez, che si è lasciato irretire dal Barcellona che ormai non lo riscatterà più a prezzo convenzionato, dall'idea di giocare con l'idolo e gli saranno sicuramente giunte alle orecchie astruse divagazioni di chi riesce a dire: «Lautaro vale Lionel». E qui entra in campo il fluido incantatore di Messi: non sopporta di pensare qualcuno pari suo e nemmeno sopporta molti allenatori, da Guardiola in poi ha litigato con tutti. Solo il maestro nel cuor gli sta, peccato che proprio il tecnico del ManCity ieri abbia freddato le aspettative. «Spero che resti al Barcellona» ha fatto sapere, mentre quell'altro lascia vagheggiare l'ipotesi di sganciarsi se i dirigenti non arriveranno a miti consigli. In tutto questo il buon Lautaro non capisce più quale sia la sua parte. Il problema pesa sulla testa, sulle spalle, sulle gambe e se ne sono visti i risultati: è diventato il gemello del Dybala perduto, talvolta una palla al piede. No, meglio stare al largo dall'effetto Messi: questo prima li illude, poi li stronca.

E l'Inter, invece, avrebbe bisogno del miglior Lautaro perché il finale di campionato sta diventando il drammone dei sogni perduti. Milano vede nero, e mai azzurro, quando passa l'Atalanta. L'anno scorso il Milan scontò l'arrembante finale bergamasco: fuori dalla Champions. L'Inter rischia meno ma potrebbe finire nel calderone: perché la gente di Gasperini prima ti cuoce, poi ti infilza. E qui ci siamo quasi. Mettiamola così: l'Inter ha ancora questa settimana per rivedere un orizzonte, sennò saranno nuvole basse. L'Atalanta sabato va ad incrociare, a Torino, la Juve e i suoi cannonieri: e quelli non perdonano le difese allegrotte. Poi il calendario permetterà sogni di gloria. L'ultima partita in casa contro l'Inter potrebbe essere il bello di un finale di campionato inatteso. L'Inter probabilmente ci arriverà con il fiatone e non si sa quanto salda in classifica: sulla sua strada ci sono Roma e Fiorentina prima del finale thrilling con Napoli a San Siro e Atalanta. Se quella di Conte fosse una squadra che vale i milioni spesi per ingaggiare l'allenatore e i rinforzi di questa stagione, non ci dovrebbero essere dubbi sulla tenuta. Ma questa Inter vede solo fantasmi e talvolta rischia di essere un fantasma.

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