nostro inviato a Firenze
Più che di cene, tante in giro per l'Italia e per l'Europa con una puntatina pure in Qatar, la vera indigestione Rino Gattuso (e il suo staff) l'ha fatta di partite visionate. Tra i fogli preparati per la prima conferenza di avvicinamento al redde rationem degli spareggi per andare al Mondiale, c'è quello che in specifico le ricorda tutte: sono state 380 in totale in sette mesi, di cui l'86 per cento delle 300 gare di A. "Ringrazio la federazione che mi e ci ha dato questa opportunità", così Gattuso che ha iniziato subito il ritiro con un forfait, quello del tanto inseguito (dal ct) Federico Chiesa, tiratosi fuori per una condizione fisica precaria. "Non se la sentiva ed è tornato a casa - la bacchettata di Gattuso che parla davanti al presidente Gravina e al capodelegazione Buffon - Quando una persona non sta bene non si può insistere. Un po' l'ho fatto, poi le teste non sono tutte uguali (il riferimento implicito è soprattutto a Bastoni, Mancini e Scamacca che acciaccati si sono presentati a Coverciano e vogliono provare a restare con il gruppo), quando sento che uno ha dei problemi ed è titubante si rimanda a casa. Nella vita al di là della partita i rapporti sono importanti".
Così meglio pensare a chi c'è. Il calcio azzurro non è al momento all'altezza delle altre discipline sportive nelle quali gli atleti italiani stanno stupendo con risultati e vittorie incredibili. "È una questione di cicli - ha precisato Gattuso - una volta era il pallone a regalare grandi trionfi, oggi tocca ad altri e io da italiano sono orgoglioso di questi successi, che mi gasano. Di sicuro i calciatori presenti ora a Coverciano non sono certo degli scappati di casa, hanno vinto e giocato finali di Champions oltre che tante gare internazionali, sanno cosa ci giochiamo e che importanza ha questa partita. Nessun alibi quindi, gli infortuni ci stanno, non bisogna pensare al fatto che non ci sia stato dato uno stage perché i calendari non lo permettevano né ai successi della Nazionale in passato. Serve spensieratezza, serenità e mentalità, non posso stressare i giocatori con dieci riunioni in sala video né durante le cene ho usato lavagne e pennarelli ma vedo grande attaccamento, lo tocco con mano. Bisogna essere lucidi e annusare il pericolo. Spero con tutto il cuore di raggiungere l'obiettivo del Mondiale, meritiamo una gioia".
Non casuale, per la prima sfida contro l'Irlanda del Nord, la scelta del "catino" di Bergamo dove l'avventura di Gattuso è iniziata lo scorso 5 settembre. "Eravamo 0-0 alla fine del primo tempo poi lo stadio ci trascinò alla vittoria. Ho voluto tornare lì piuttosto che a Milano dove al primo errore un tifoso dell'Inter o del Milan fischia un suo avversario di club". Scelta la location, resta da approntare un undici "senza fare i kamikaze". È vero che bisogna ragionare nell'ottica di due gare, ma conta intanto vincere la prima per arrivare a giocarsi la seconda e la difesa è quella che più preoccupa il ct. Bastoni non calcia e non si allena da due settimane, Mancini ha accusato un affaticamento nell'ultima gara dopo che già nella sfida di Europa League si era toccato più volte la coscia e anche Calafiori, ha rivelato Gattuso, ha un piccolo dolorino.
Il ct ha messo così da parte il suo carattere sanguigno, il presidente Figc Gravina lo aveva definito qualche giorno fa "un frate trappista": "Mi sono preparato bene a questa sfida, ho lavorato su me stesso, la tensione c'è ma il mio obiettivo è quello di trasmettere positività". Per far tornare l'Italia del calcio a un mondiale che ci manca ormai da troppo tempo.