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L'Italia che commuove

Scritta la pagina più bella: 3 ori e 1 argento in un giorno e record storico di medaglie. Sono 14

L'Italia che commuove
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L'Italia dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina ha raccolto il testimone di quella olimpica e nella competizione di casa si è fatta la storia. Tre ori e un argento ieri e in un solo colpo record di podi (14) e di ori nella singola edizione (6). Bel Paese terzo nel medagliere (6 ori, 7 argenti e 1 bronzo) e con due giornate di gare da affrontare.

Nello snowboard si è lasciato un segno indelebile: Jacopo Luchini si è imposto nella categoria Upper Limb della gara di Banked Slalom e nella medesima specialità Lower Limb, Emanuel Perathoner ha concesso il bis dopo l'oro nello snowboardcross. Tre ori in totale nel comparto della tavola, un inedito. Per Luchini una vittoria da film, dopo la caduta in allenamento e il timore di non poter competere: "Finalmente è arrivata la medaglia d'oro. È stato tutto pazzesco, l'ultima settimana è stata una montagna russa", ha raccontato il 35enne di Montemurlo. Per Perathoner la chiusura del cerchio: "Dopo l'incidente non pensavo di iniziare questo percorso. Alla fine sono riuscito a fare quello che mi ero prefissato come obiettivo". Coinvolto emotivamente anche il presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis: "È stata una giornata trionfale".

Lo è stato anche sulle nevi dell'Olimpia delle Tofane dove gli azzurri dello sci alpino, impegnati in gigante, hanno ottenuto un oro e un argento. Il portabandiera Renè De Silvestro, nella categoria sitting, ha conquistato la quarta medaglia paralimpica in carriera, mettendosi al collo quell'oro che mancava: "Quando ho tagliato il traguardo mi è passata davanti tutta la vita. In quell'attimo ho chiuso gli occhi e ho pensato solo a godermi il momento. È un oro che ho inseguito e voluto da sempre. Sportivamente parlando è il giorno più bello della mia vita". E cosa dire di Giacomo Bertagnolli, nella categoria Vision Impaired. Primo al termine della prima manche, l'azzurro è sceso in seconda posizione al termine della seconda alle spalle dell'austriaco Johannes Aigner, stringendo i denti per dolori al ginocchio, guidato da Andrea Ravelli. Per lui sono quattro medaglie in questi Giochi (1 oro, 2 argenti, 1 bronzo) e 12 in carriera.

"Sono quattro su quattro, tra l'altro, a parte il bronzo iniziale che è un po' la sorpresa di quest'anno, abbiamo replicato il risultato di Pechino". Già tra i pali stretti si potrà provare ad arricchire domani, mentre oggi tra i rapid gates ritroveremo Chiara Mazzel, col target di rendere il tutto ancor più sfavillante.

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