Cronaca locale

Strangola figlio di 4 anni con un caricabatterie La madre è in arresto

La donna, ricoverata in stato di choc, avrebbe usato il filo elettrico del caricabatterie del cellulare. Sono state la madre e la sorella ad avvertire il 118. Ma all'arrivo dei medici il bambino era già in fin di vita. Piantonata in ospedale. Il marito: "Era depressa". Le immagini

Strangola figlio di 4 anni 
con un caricabatterie 
La madre è in arresto

Milano - Lo ha strangolato con il filo del caricabatterie del cellulare. Marcella Sardini, 36 anni, ha ucciso il suo unico figlio, 4 anni, in casa a Parabiago. È accaduto tra le 11 e le 11,30 quando il 118 ha avvertito i carabinieri di Monza di un bimbo trovato senza vita in un appartamento in via Resegone. I soccorritori hanno notato subito che qualcosa non andava. A chiamarli infatti erano state la madre e la sorella della donna che, non sentendola al telefono, si erano recate nella sua abitazione per vedere se andava tutto bene. Quando sono arrivate in casa, oltre alla parente, non c’era nessun altro, e il piccolo era già in fin di vita. Nulla hanno potuto fare i medici tranne constatare la morte e avvisare i carabinieri.

I soccorsi I medici del 118 intervenuti a Parabiagohanno cercato di rianimare per circa mezz’ora il bambino di 4 anni strangolato dalla madre. Nonostante le cure per il piccolo non c’è stato nulla da fare. L’abitazione della donna è stata sigillata dai carabinieri. Si tratta di un appartamento al piano terra di un piccolo condominio circondato da un complesso di villette, in mezzo ai campi. Nel piccolo giardino davanti all’abitazione c’è una casetta di plastica dove giocava il piccolo.

Interrogatorio La donna è stata sentita ma si trova in stato di choc, mentre i militari, che stanno compiendo ancora gli accertamenti, si sono limitati a confermare l’episodio. I carabinieri hanno sequestrato un cavo elettrico per la carica delle batterie di un cellulare. E la donna è in stato di arresto. Il pubblico ministero Maria Vulpio sta ascoltando il padre del bimbo. A quanto si apprende l’uomo sta fornendo agli inquirenti dettagli su una forma di depressione di cui soffriva la moglie, sospettata di aver strangolato il figlio. Da diverse ore il magistrato sta raccogliendo le testimonianze di diversi parenti. In particolare della nonna e della zia del piccolo, che hanno dato l’allarme al 118. La 36enne ora si trova piantonata nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Legnano.

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