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Sinner, dilemma Roland Garros: perché Parigi è sempre più lontana

Manca meno di una settimana all'inizio del Roland Garros, il più importante torneo in terra battuta dell'anno: ecco come sta Jannik Sinner e le sue possibilità di vederlo in campo a Parigi

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Oggi è il quinto giorno da quando Jannik Sinner e il suo staff hanno scelto di affidarsi ai medici dello Juventus Medical Center per capire con esattezza la problematica all'anca, iniziare le terapie del caso e soprattutto valutare i tempi di recupero per poter riprendere in mano la racchetta. Per evitare ogni inutile illusione, diciamo subito che le possibilità di non giocare il Roland Garros di Parigi, secondo torneo del Grande Slam dell'anno in programma dal 20 maggio al 9 giugno superano di gran lunga quelle di rivedere il campione in campo.

I possibili tempi di recupero

I medici, secondo quanto raccolto dalla Gazzetta dello Sport, avrebbero sposato la linea della cautela: la privacy è massima, non è trapelato nulla e forse qualcosa di più concreto si saprà da domani quando l'atleta altoatesino dovrebbe concludere il suo soggiorno torinese. Il J Medical è un centro d'eccelleza scelto da numerosi sportivi, come dimostra anche la presenza di Matteo Berrettini, un altro eccellente infortunato che non ha partecipato agli Internazionali di Roma e si è recato al centro bianconero per alcuni test necessari a sciogliere la prognosi sulle condizioni fisiche in vista di Parigi. Tornando a Jannik, sempre seguito dal suo fisioterapista, Giacomo Naldi, e dal suo preparatore atletico Umberto Ferrara, si va quindi in direzione di uno stop prolungato.

Quali sono i rischi

Il Rolang Garros prenderà il via soltanto tra una settimana, un tempo davvero minuscolo non tanto per il recupero fisico dall'infortunio all'anca in sé e per sé ma perché il giocatore, qualora decidesse di partecipare, arriverebbe senza allenamento. Trattandosi di un torneo dello Slam, ricordiamo che i tennisti dovranno vincere al meglio dei cinque set, e non tre, come avviene in tutti gli altri tornei. Non è un altro sport ma poco ci manca viste la maratone di 4-5 ore che i protagonisti possono trovarsi di fronte ad ogni gara. Sinner, logicamente, non può avere la condizione giusta al pari di altri colleghi che non si sono mai fermati.

Il Sinner-pensiero su Parigi

Sempre secondo le indiscrezioni (non c'è mai stato un bollettino medico ufficiale), la buona notizia è che il problema all'anca di Sinner potrebbe essere di natura traumatica, un'infiammazione, e non congenita: una differenza netta, sostanziale, che cambierebbe notevolmente le carte in tavola per il suo futuro. Il ragazzo è molto più maturo dell'età che ha e in tempi non sospetti aveva già dichiarato di essere pronto a saltare anche Parigi. "Devo fermarmi un po', sarò in campo a Parigi solo se al 100% per non peggiorare il problema all'anca, non voglio buttar via altri tre anni di carriera", ha spiegato nella conferenza stampa prima dell'inizio degli Internazionali. "Valuteremo attentamente la mia condizione, se dovrò fermarmi di più lo farò. Io vorrei giocare tutti i giorni, tutti i tornei, perché amo il tennis. Però la stagione è lunga e presentarmi impreparato a uno Slam con partite lunghe ai cinque set potrebbe essere controproducente".

Quando tornerà in campo

A questo punto è facile ipotizzare che la stagione sulla terra rossa si sia conclusa con il torneo di Madrid: dal 10 giugno inizierà il periodo dell'erba che culminerà con Wimbledon dal 1° luglio: Sinner vorrà assolutamente esserci ma

prima dovrà tornare a calcare una superficie, probabile quindi che possa iscriversi al torneo di Halle oppure al Queen's, entrambi da 500 punti ed entrambi con inizio il prossimo 17 giugno.

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