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Il testimonial (perfetto) del ragionevole dubbio

Vitelli non è un testimonial dell'innocenza di Stasi. Non sa se Stasi sia colpevole o innocente. Vitelli è un testimonial del "ragionevole dubbio"

Il testimonial (perfetto) del ragionevole dubbio
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C'è un solo caso in cui è accettabile che un magistrato ancora in servizio scriva un libro su un processo di cui si è occupato, rilasci interviste, partecipi ai dibattiti televisivi: ed è quando solleva temi di interesse generale, che escono dal caso concreto e investono i principi della giustizia, cercando di fare chiarezza nelle teste di una opinione pubblica spesso disorientata. È quanto sta facendo Stefano Vitelli, il primo giudice del caso di Garlasco: fu lui, nel dicembre 2009, a pronunciare la sentenza di assoluzione di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi. La pronunciò in perfetta solitudine, perché era allora giudice preliminare del piccolo tribunale di Vigevano, e sulla sua scrivania approdò la richiesta di giudizio abbreviato presentata dal difensore di allora, Angelo Giarda. Ne è seguito quel che ormai sanno tutti: un'altra assoluzione, poi la sfilza di annullamenti e di condanne, Stasi in carcere a scontare sedici anni per avere ucciso la sua fidanzata, e ora la nuova inchiesta con un diverso indagato, Andrea Sempio. Un andirivieni sconcertante per i comuni cittadini, e non solo per loro.

Vitelli non è un testimonial dell'innocenza di Stasi. Non sa se Stasi sia colpevole o innocente. Vitelli è un testimonial del "ragionevole dubbio", il principio cardine per cui per condannare un imputato si debba essere certi che non esiste altra spiegazione logica di quanto è accaduto se non la sua colpevolezza. "Per me - dice l'altra sera a Ore14 - per me Garlasco è un caso paradigmatico di ragionevole dubbio. Il ragionevole dubbio non è soltanto l'esito di un giudizio o di un percorso. Il dubbio deve alimentare anche la ricerca della verità, non fermarsi alla prima impressione, alla propria intuizione; deve portarci a mettere in discussione tutti gli elementi.

Prima ancora degli elementi devi mettere in discussione te stesso, quando ti trovi davanti a un caso complesso e pensi di avere intuito la verità: è a quel punto che devi rimettere tutto in forse, e questa è la parte più difficile. Perché quando l'acqua resta limacciosa, quando non riesci a vedere il fondale, esiste una sola soluzione che è quella di assolvere". La base del diritto, spiegata in tv.

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