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"Il tranviere? È svenuto con la telefonata aperta"

Mazzali: "Conversazione interrotta dal malore". Mercoledì il dipendente Atm sarà sentito dai pm

"Il tranviere? È svenuto con la telefonata aperta"
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Sara sentito mercoledì alle 14.30 Pietro Montemurro, conducente del tram 9 deragliato il 27 febbraio in viale Vittorio Veneto. Il tram, lanciato ad alta velocità, avrebbe imboccato poi la svolta con via Lazzaretto, dal momento che lo scambio non era stato azionato dal conducente per proseguire dritto, schiantandosi quindi contro il ristorante all'angolo. lo schianto violento ha provocato la morte di due persone e il ferimento di 54 persone.

A chiedere di essere nuovamente ascoltato è stato lo stesso Montemurro che, nel primo confronto in Procura, si era avvalso della facoltà di non rispondere dichiarandosi ancora sotto shock. ora il tranviere sarebbe pronto a raccontare la sua versione. Il tranviere, 60 anni, è indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose.

Assistito dagli avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa, ribadisce di essere stato colto da un malore improvviso: uno svenimento alla guida che sarebbe stato provocato dall'innfortunio al piede, conseguenza dell'urto con la carozzina che poco prima aveva fatto salire sul tram. Ecco quindi che quel dolore inizialmente poco intenso al piede sarebbe poi sfociato nel malore, una sincope vasovagale.

Malore confermato da una testimone oculare, che si trovava alla banchina della fermata di viale Vittorio Veneto che il tranviere ha saltato pochi secondi prima del deragliamento. La donna, sentita due giorni fa, ha riferito di aver visto attraverso il vetro della cabina di guida del mezzo il conducente "rigido", in una posizione innaturale appoggiato all'indietro, come appunto se fosse in preda a un malore.

Ecco quindi che il tranviere avrebbe chiamato il suo collega quando il tram era ancora fermo in via Turati, prima cioè di partire. "Il tranviere si stava confrontando con il collega che l'aveva aiutato con la carrozzina poco prima. La telefonata è durata molto meno dei 3 minuti e 45 secondi che risultano dai tabulati - spiega il suo avvocato Mirko Mazzali - la telefonata quindi deve essere rimasta aperta, agganciata tra i due". Il tranviere, infatti, secondo le testimonanzia del collega, sarebbe svenuto mentre era al telefono con lui, ma la chiamata sarebbe rimasta aperta.

Pietro Montemurro, tuttora in malattia, ha inoltre chiesto all'azienda di non guidare più, e di

essere assegnato al lavoro d'ufficio. Tra un anno circa per altro andrà in pensione.

Nei giorni scorsi è stato anche sequestrato il telefono di un altro collega, cui il 60enne indagato ha inviato messaggi dopo l'incidente.

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